Mercoledì, 16 Giugno 2021
Politica

Dati covid "sfasati"? La replica alle accuse: "Ennesima polemica strumentale"

La Giunta ha sempre informato il Consiglio, e del resto è Roma che decide i colori delle regioni. La replica della capogruppo della Lega Mara Dalzocchio

Nuova polemica sui dati covid inviati dalla Provincia autonoma di Trento a Roma. Accuse gravissime per la Capogruppo provinciale della Lega Salvini Mara Dalzocchio, che torna a difendere l'operato del governatore Maurizio Fugatti, collega di partito. A puntare il dito, questa volta non tanto su come vengano comunicati i dati ma sulle modalità di classificazione dei positivi, è stato l'ex rettore dell'ateneo trentino Davide Bassi. In seguito ad articolo sul suo blog personale il Patt, partito di minoranza in Consiglio provinciale, ha inviato una lettera a Fugatti nella quale si chiede di spiegare una volta per tutte come la Provincia classifica i positivi del test rapido.

La risposta della consigliera Dalzocchio alle accuse parte da due presupposti. Il primo, la "piena trasparenza dell'operato della Giunta" che secondo la consigliera avrebbe fatto di tutto per condividere con l'aula le informazioni sull'andamento della pandemia in Trentino. "Non c’è infatti Consiglio provinciale senza che non solo la Giunta, con delle comunicazioni informative specifiche, offra all’Aula un quadro compiuto dell’andamento epidemiologico, ma lo faccia corrispondendo puntualmente alle osservazioni poste in Aula", scrive.

Secondo punto, ribadito più volte dallo stesso Fugatti: è Roma che decide come devono essere comunicati i dati, e che in base a quei dati assegna gli ormai noti "colori" alle regioni. "Ecco perché, pur con tutta la buona volontà, non riesco a scorgere nessuna buona fede in pressanti richieste di chiarimenti al Presidente Fugatti sui «dati non falsati»; richieste che mi paiono invece  solo l’ennesimo e poco nobile tentativo di delegittimare l’operato della Giunta provinciale", conclude Dalzocchio. Roma, però, non fornisce alle singole regioni le modalità che regolano la campagna di screening, quindi come, quando e a chi somministrare i tamponi. Emerge sempre più chiaramente come questo sia il nodo della questione.

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