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Spese dei gruppi consiliari nel mirino della Corte dei Conti per oltre 100mila euro

Solo Verdi e UPT sarebbero esclusi dall'inchiesta della Corte dei Conti sulle spese sostenute nella scorsa legislatura dai gruppi politici in consiglio provinciale. La somma contestata supera i 100.000 euro, in testa la Lega con 23mila euro ma anche PDL e PD con 14.000 euro. L'ex capogruppo Zeni assicura: "In realtà abbiamo risparmiato 260.000 euro"

Prosegue l'inchiesta della Corte dei Coti sulle spese dei gruppi consiliari provinciali. Le spese che non convincono i magistrati ammonterebbero ad oltre 100mila euro. Tra le spese sostenute figurano quelle per telefoni e ricariche cellulari, biglietti da visita ma anche bottiglie di spumante e cialde per caffè. Le contestazioni riguardano molti partiti, in modo particolare la Lega Nord del Trentino con 23mila euro, ma anche PDL con 18mila euro, Patt 16mila, somme che, se l'inchiesta dovesse avere esito positivo, dovranno essere restituite alle casse pubbliche.

Restano fuori dallo scandalo Verdi e UPT, la cui segretaria Donatella Conzatti in una nota esprime soddisfazione per la gestione della precedente legislatura, in cui il partito era guidato da Giorgio Lunelli, non eletto nelle ultime provinciali, mentre il consigliere del PD Luca Zeni assicura: "Nella scorsa legislatura il gruppo ha gestito sobriamente le risorse, con un risparmio di 260mila euro" ed riferisce che per quanto riguarda il suo partito le contestazioni sarebbero tre: 10mila euro per due contratti a progetto contestati dalla Corte perchè si sarebbe trattato in realtà di lavoro subordinato; 4mila euro di spese varie e 34 euro per tre telegrammi. 

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