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Il consiglio ha approvato la finanziaria provinciale

Con i 21 voti a favore della maggioranza, i 10 contrari dell'opposizione e quello di astensione di Giovanazzi, il disegno di legge 261, che contiene la manovra della Provincia per il 2012, è stato accolto dall'aula

Dopo l’esame del penultimo articolo, il 78, relativo alle riduzioni di spesa con l’accoglimento all’unanimità di un emendamento proposto dal Pdl con Rodolfo Borga il Consiglio ha approvato con i 21 voti a favore della maggioranza, i 10 contrari dell’opposizione e quello di astensione di Nerio Giovanazzi di Amministrare il Trentino, il disegno di legge 261 che contiene la manovra finanziaria della Provincia per il 2012.Rinviato invece l’esame del disegno di legge 263 che prevede l’approvazione del rendiconto della Provincia per il 2010.

A seguire sono stati approvati anche i cinque articoli del secondo disegno di legge che forma la manovra, il 262, relativo al bilancio di previsione da cui dipendono le risorse della finanziaria. Anche questo secondo testo è stato approvato con 21 voti favorevoli, 1 astenuto (Giovanazzi) e 12 contrari (essendosi aggiunti anche Eccher e Sembenotti).

Il voto finale è stato preceduto dalle dichiarazioni politiche conclusive di 20 consiglieri, a partire da quelle del presidente della Giunta Dellai, che ha  poi espresso riconoscenza alla giunta e usato toni distesi nei confronti di tutti. "Se vi sono stati momenti di polemica o reazioni che potevano lasciare intendere una non comprensione del ruolo del consiglio ha detto -, voglio riconfermare il pieno rispetto del ruolo di quest’aula. Lo dico perché anche nel prosieguo della legislatura dovremo prendere decisioni importanti per fronteggiare una crisi che non accenna a migliorare".
 
Renzo Anderle, unico consigliere a prendere la parola nelle dichiarazioni di voto per l’Upt, ha dato il sostegno del partito alla manovra, aggiungendo che "occorrerà instaurare un rapporto positivo con la Lombardia, il Veneto e la vicina provincia di Bolzano, magari rivisitando la Regione".
 
Il Pd ha approvato con convinzione la legge, "anche se in partenza alcune nostre posizioni sembravano inconciliabili. Il denominatore comune che ha permesso di ricompattarsi è stato il fatto volere tutti il bene di questa nostra provincia", ha detto Margherita Cogo.
 
Quella della Lega Nord, invece, è stata una posizione molto dura in tutta la discussione dell'ultima settimana. Una posizione confermata anche al monento del voto: "Il nostro dissenso continua ad essere pieno, perché con un bilancio ancora così ricco la giunta non ha saputo aiutare le imprese e le famiglie - ha detto Franca Penasa -. Inoltre vi sono ancora troppe spese che gravano negativamente sulla crescita, come nel caso dell’impiego sproporzionato di risorse per la banda larga, a scapito ad esempio di investimenti nelle infrastrutture a favore del turismo".
 
Mauro Ottobre (Patt), per la verità non nuovo ad uscite di questo tipo, si è invece distinto per una dichiarazione di ammirazione a Dellai che rasenta la piaggeria: "Noi siamo molto contenti della sua guida, presidente e non vediamo nessun dopo di lei. La sua grande visione dovrà permettere che sia lei stesso a cedere il testimone al futuro governatore della Provincia. Mi fa sorridere qualche collega che crede di avere la capacità di prendere il suo posto".
 
La risposta non si è fatta attendere, infatti: Rodolfo Borga (Pdl) ha esortato ironicamente il presidente Dellai a “non lasciare solo il consigliere Ottobre nella sua disperazione per la sua prossima dipartita”. E a spiegargli che la non percorribilità dell’ipotesi del suo quarto mandato da governatore non dipende dalla sua volontà ma dalla legge. Borga ha poi ribadito l’esistenza di divergenze politiche molto marcate che spiegano la contrarietà del Pdl a questa manovra. Ad esempio sulle comunità di valle, sulla casa o il progetto di Metroland.
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