Comunali: il rivoluzionario Franco Bruno ci riprova, le prime dichiarazioni tra donne, Isis e droga

Artigiano edile classe 1979, il bolzanino ci aveva provato nel 2015 a Trento e nel 2017 a Verona ma non aveva ottenuto le firme necessarie per depositare la lista.

Franco Bruno (foto dalla pagina Facebook del movimento)

Il candidato sindaco per Trento, rivoluzionario e certamente estroso, Franco Bruno è già diventato famoso sui social per il suo video di promozione elettorale e per le dichiarazioni rilasciate recentemente. Le affermazioni fatte in un'intervista e in un video autoprodotto e caricato sul suo canale Youtube senza pudore (oltre che senza maglietta) non sono passate inosservate.

L'intervista che ha fatto il giro del web

È diventato famoso nell'arco di poche ore Bruno e questo lo deve a un'intervista che ha rilasciato e che è stata condivisa sul web. Il 41enne è nato a Bolzano, ma vive a Trento da 25 anni. È in lizza per le comunali 2020 di Trento, questa volta, a differenza di 5 anni fa, è riuscito a raccogliere le firme sufficienti e necessarie per depositare la lista. Le prime intenzioni note, infatti, risalgono alle comunali del 2015, sempre a Trento e con il suo movimento "La catena". Dopo averci provato 5 anni fa nella sua città, aveva tentato la scalata a Verona, nel 2017. Ora ci riprova e, mettendo a nudo sé stesso raccontando la sua passione per le donne e la sua dedizione per il lavoro, cerca di conquistare i trentini e di ottenere più voti possibili.   

La presentazione video

«Non ho mai votato in vita mia ma - afferma nel video -, l'ho fatto (candidarmi ndr) perché il 21 settembre dobbiamo impedire in qualsiasi modo, in qualsiasi maniera di far ritornare queste persone che fanno finta di governare. Invece non è così, ci stanno rovinando, se ne fregano di noi e quindi noi adesso, popolo italiano, loro faranno di tutto per cercare voti, ma io sono nato apposta, ho fatto questo movimento perché il 21 settembre voglio mettere il bastone fra le ruote a tutti. Soprattutto è un segnale molto forte, perché chi sta a Roma deve capire che stanno lì da 40 anni, devono incominciare a fare le valigie e andarsene a casa. Quindi, io adesso sono sceso in campo apposta per mettere i bastoni tra le ruote a questi individui che sono tutti belli puliti, profumati e vestiti bene e se andiamo indietro nella loro storia, sono persone che non hanno mai lavorato. Io sono artigiano edile, ho aperto la partita iva a 19 anni, ho sempre lavorato, ho sempre costruito e loro mi hanno sempre portato impicci, burocrazie e casini». E prosegue poi con le sue promesse elettorali, di rito. 

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Il video integrale della presentazione

Le promesse

Se, però, in passato aveva dichiarato guerra a Equitalia, ai profughi e ai centri sociali, ora  Bruno affila le lame contro lo spaccio. Inoltre, afferma che la città di Trento è «pericolosissima» e punta il dito su piazza Dante, chiamandola «la piazza della vergogna». Nel suo primo comizio digitale c'è un po' di tutto: burocrazia, droga, Isis. Bruno è convinto nella sua battaglia e chiude promettendo che in autunno porterà «tutta Italia in piazza». 

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