Case ITEA ai "trentini doc"? Il PD ironizza: "Al veronese Fugatti non spetterebbe"

Immediate le reazioni del centrosinistra e della CGIL. Replica Moranduzzo (Lega): "Chi critica ha a cuore gli interessi di altre categorie"

Fuoco incrociato sulla proposta della Giunta leghista guidata da Maurizio Fugatti di dare precedenza ai "trentini doc" nell'assegnazione delle case popolari. L'ipotesi, com'era prevedibile, ha sollevato le reazioni del centrosinistra e del sindacato CGIL, i cui segretario, Franco Ianeselli, parla esplicitamente di razzismo e chiede, piuttosto, che l'amministrazione provinciale si impegni nella costruzione di nuovi alloggi pubblici allargando la platea di beneficiari. Gli stranieri nelle case popolari sono poco più dell'8%, in linea con la percentuale all'interno della popolazione.

Non è ancora chiaro cosa si intenda per "trentini doc". In passato è stato utilizzato il criterio della residenza da più di 15 anni in Trentino, criterio che farebbe rientrare nel "doc" persone nate fuori provincia o all'estero. Il PD del Trentino ironizza però su un'interpretazione ristretta del concetto, utilizzata nei proclami della Lega: "Fugatti ci spieghi: DOC significa essere nati in Trentino? Avere entrambi i genitori trentini? O basta avere almeno un nonno nato suddito dell’Imperatore Francesco Giuseppe? Perchè si dá il caso che se così fosse il primo a non avere diritto alla casa ITEA sarebbe proprio il veronese Fugatti".

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La replica della Lega è arriva dal consigliere provinciale Devid Moranduzzo: "Capisco e condivido l’aiutare gli altri, ma non a discapito di chi si è spaccato la schiena per il nostro Trentino". Resta da vedere chi "si è spezzato la schiena per il nostro Trentino", di sicuro non solo trentini. "Quella di favorire i Trentini nel ricevere gli aiuti elargiti dalla Provincia di Trento è una scelta di buonsenso e di una logica talmente disarmante e comprensibile, che ogni critica  può venire solo da chi ha a cuore gli interessi di altre categorie. La Lega al governo, invece, è coerente con ciò che aveva promesso in campagna elettorale" conclude Moranduzzo.

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