Provincia, rendiconto finanziario 2011: avanzano 460 milioni

Entrate in leggero aumento per 4 mila e 500 milioni di euro. La spesa complessiva è leggermente diminuita rispetto al 2010 (dello 0,22%) e si attesta sui 4 mila e 620 milioni. La spesa maggiore in sanità

Approvato oggi dalla Giunta provinciale il rendiconto generale della Provincia autonoma di Trento per l'esercizio finanziario 2011. Il rendiconto si chiude con un avanzo di consuntivo di 464 milioni di euro. Vediamo in sintesi le principali voci contenute nel documento approvato oggi.

Avanzo di amministrazione e entrate complessive
 Il bilancio della Provincia per il 2011 si è chiuso con un avanzo di amministrazione pari a 464 milioni di euro. L'avanzo corrisponde al 10% del bilancio complessivo (escluse le partite di giro). L’entità dell’avanzo è riconducibile principalmente ai maggiori accertamenti di entrate registrati rispetto alle previsioni 2011 e derivanti, in particolare, da devoluzioni di tributi erariali in quota fissa.  Le entrate complessive riferite agli accertamenti di competenza, al netto delle partite di giro e tenuto conto delle risorse attribuite ai Comuni in attuazione del federalismo municipale, registrano una sostanziale invarianza, passando 4.563,8 milioni del 2010 ai 4.568,6 milioni del 2011.
 
Le principali fonti di entrata del bilancio della Provincia Autonoma di Trento per l’esercizio 2011 sono state le seguenti: le “quote fisse”, ossia le devoluzioni in quota fissa dei tributi statali afferenti il territorio provinciale, ammontanti a 3.854,6 milioni (considerando anche le risorse del fondo del federalismo municipale); i tributi propri per 453,8 milioni; le entrate proprie di carattere extratributario per 80,5 milioni; le assegnazioni dello Stato pari a 126,1 milioni; le assegnazioni della Regione pari a 40,9 milioni; le assegnazioni dell’Unione Europea per un apporto di 12,6 milioni.
 
Spesa complessiva 
 La spesa complessiva del bilancio provinciale, al netto delle partite di giro e riferita agli impegni di competenza, è diminuita nel 2011, rispetto all’anno 2010, dello 0,22% per cento, passando da 4.630 milioni a 4.620 milioni. Se si tiene conto anche dei trasferimenti ai Comuni in attuazione del federalismo municipale, la spesa complessiva ammonta a 4.695 milioni con un incremento dell’1,4%.
 
La spesa corrente, sempre considerata in termini di competenza, è pari a 2.865 milioni; la spesa per investimenti è stata pari a 1.750 milioni; la spesa per rimborso prestiti (per mutui con oneri a carico del bilancio dello Stato) si attesta su livelli marginali (4,8 milioni).
 
In termini settoriali, i principali ambiti di intervento della spesa corrente sono stati: la sanità (1.123,2 milioni); la scuola e formazione (706,9 milioni); la finanza locale (339,3 milioni; considerato anche il Fondo del Federalismo municipale); le politiche sociali (220,3 milioni); le infrastrutture per mobilità e reti (154,8 milioni); i servizi generali (139,3 milioni); il governo del territorio (85 milioni); l’istruzione universitaria e la ricerca (59,9 milioni).
 
Relativamente alla spesa per investimenti si segnalano quali principali settori di intervento: la finanza locale (292,7 milioni); le infrastrutture per mobilità e reti (142 milioni); la sanità (96,2 milioni); il governo del territorio (116,2 milioni); l’edilizia abitativa (90,2 milioni); l’istruzione universitaria e la ricerca (220,6 milioni); le politiche produttive e per lo sviluppo locale (389,8 milioni).

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