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Reddito di cittadinanza bocciato in Consiglio. Olivi: "Troppo generoso"

Nessun pregiudizio ideologico, ha precisato l'assessore. Bocciata la proposta dei Cinque stelle, cavallo di battaglia della scorsa campagna elettorale

Nel pomeriggio di ieri il Consiglio provinciale ha respinto il disegno di legge proposto dal M5s per istituire il reddito di cittadinanza. La Giunta giudica più adeguato l’assegno unico, che riunisce tutte le misure di sostegno al reddito per i residenti in Trentino. 

Seecondo il proponente, il consigliere pentastellato Filippo Degasperi, il reddito di cittadinanza da lui proposto avrebbe avuto criteri molto più vincolanti. Condizione necessaria per  ricevere il sostegno sarebbe stata, secondo la proposta, la sottoscrizione di un patto di inserimento lavorativo molto più stringente dell’attuale, perché con l’obbligo di svolgere funzioni di utilità sociale e l’impegno di recarsi almeno due volte al mese presso un centro per l’impiego. 

L'assessore Olivi ha dichiarato in aula che il reddito di cittadinanza prospettato sarebbe stato “un po’ troppo generoso”, prevedendo 90 milioni di euro mentre l’assegno unico appena introdotto dalla Pat impegna 80 milioni e comprende anche il sostegno ai figli minori. rti critiche sono state mosse anche all’automatismo dell’intervento pubblico al di sotto di una certa soglia Icef: 1.300 euro al mese per un nucleo familiare di 3 persone, mentre l’assegno unico arriverebbe al massimo a 900 euro. Il Consiglio ha respinto la proposta con 19 voti contrari, 4 favorevoli e 7 astenuti.

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