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L'area Italcementi

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Italcementi: rischio speculazione? Pdl sulle barricate

Il futuro dell'area ha scaldato ieri il dibattito in Consiglio comunale. A far scattare la polemica è stata la deroga per la demolizione del "sigaro", come viene comunemente chiamato il capannone principale

Il futuro dell'area Italcementi ha scaldato ieri il dibattito in Consiglio comunale a Trento. A far scattare la polemica è stata la deroga per la demolizione del "sigaro", come viene comunemente chiamato il capannone all'interno dell'area dismessa, oggi rifugio per senza tetto. Una zona che andrebbe anche bonificata, vista la presenza di amianto nelle coperture.

La deroga va nel senso opposto rispetto al vincolo di mantenimento dell’intera struttura introdotto con la variante 2001 al Piano regolatore, decisa a larga maggioranza dal Consiglio. Le opposizioni, quindi, non hanno digerito questo improvviso cambio di direzione. Tanto che il capogruppo del Pdl, Nicola Giuliano, parla apertamente di "speculazione a carattere immobiliare". Ma le minoranze non sono state le uniche a sollevare dei dubbi: anche  Dario Maestranzi, dei Leali, ha parlato di "regalo ai soliti amici e di amministrazione che abdica alla competenza di programmare il territorio di fronte alle richieste della Provincia".
 
Per fare una brevissima cronistoria, gli immobili in questione – dislocati su circa 5 ettari di terreni – erano stati acquistati nel 2004 da ISA spa (la società finanziaria della curia trentina) per 14 milioni e 250 mila euro. Protagonista di quell'acquisizione fu la società Piedicastello spa, di cui Isa deteneva il 51% delle azioni. Nel novembre 2005 un altro passaggio di mano: gli immobili venivano acquistati, attraverso l'acquisizione delle azioni di Piedicastello spa, dalla Federazione Trentina delle Cooperative per l’importo di circa 20 milioni di euro.
 
Sulla destinazione dell'area si sono fatte molte impotesi: dalla nuova sede per la Federazione della cooperative (ipotesi che sembra ormai tramontata), ad un grade polo scolastico unico che consenta di raggruppare gli istituti tecnici cittadini. Tutto, però, è ancora fermo.
 
La richiesta che viene dalle opposizioni, quindi, è quella di privilegiare le decisioni pubbliche, cioè una pianificazione da parte del Comune di Trento, prima che favorire interessi privati. Spiega Nicola Giuliano: "Noi riteniamo che di per sè quel vincolo non è che fosse un'idea straordinaria: anche se è vero che in molte città d'italia vengono preservati alcuni vechi siti industriali dismessi che vengono poi recuperati e valorizzati. Ma è altrettanto vero che la parte di struttura a "sigaro" non è bella nè interessante e quindi nel merito ritentiamo che per preservare la memoria sarebbe sufficiente mantenere le due ciminiere - afferma Giuliano -. Però non si capisce perché un vincolo proposto dalla maggioranza debba essere rimosso in così poco tempo con una deroga: una cosa incoerente da parte della magioranza, che improvvisamente cambia idea". 
 
Quindi l'attacco: "Lì c'è in atto una speculazione edilizia: i veritici della Cooperazione - non il movimento cooperativistico che è un valore per la nostra terra, sia ben chiaro - stanno facendo specualzione di carattere immobiliare che nulla ha a che fare con la vocazione del movimento che è invece è una cosa preziosa. Chi siede al vertice oggi (cioè il presidente uscente Diego Schelfi, ndr), sedeva al vertice di ISA quando acquistò quel compendio, che da ISA è poi passato alla Cooperazione. E ora - continua Giuliano - si chiede il soccorso della Provincia. Io non ho nulla in contrario: non è vietato fare speculazioni, ma ciò che non va bene è che il Comune pieghi le sue decisioni ad interessi immobiliari altrui: un vincolo posto da poco sui cui si deroga per consentire operazioni immobiliari non corrisponde a nessun interesse pubblico. Una cosa inaccettabile dal punto di vista del metodo", chiude Giuliano.
 
Questa sera il dibattitto in Consiglio comunale proseguirà ancora. E si annunciano scintille.
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