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Caso Patton, Andreatta in aula: "Il dirigente non è stato scaricato"

Il sindaco è intervenuto sulle dimissioni (respinte) del dirigente generale Patton dall'incarico di direttore generale e sul procedimento della Corte dei Conti sull'incarico al dirigente esterno Massimo Manenti

Il sindaco Alessandro Andreatta è intervenuto in Consiglio comunale sulle dimissioni (respinte) del dirigente generale Pietro Patton dall’incarico di direttore generale e sul procedimento in corso della Corte dei Conti sull’incarico al dirigente esterno Massimo Manenti (il cui ultimo compenso, riferito al 2011, è stato pari a 139 mila 655,62 euro).

Il tema è stato posto da tre distinte domande di attualità presentate dai consiglieri Andrea Merler (Pdl), Claudio Cia (Civica per Trento) e Francesco Porta (Rifondazione comunista – comunisti Italiani). "Per il rispetto che dobbiamo alla magistratura, il tema va affrontato con la dovuta discrezione e riservatezza, ma il rispetto che nutro per quest’aula mi impone totale trasparenza e chiarezza", ha detto Andreatta, che ha ribadito la correttezza del comportamento suo e della Giunta (in realtà la contestazione dei giudici contabili riguarda Andreatta e l'attuale presidente del Consiglio Renato Pegoretti e i componenti del passato escutivo, quello targato Alberto Pacher, reggente nella passata legislatura prima di approdare in Provincia come vice di Dellai).
 
Secondo il sindaco "L’assunzione di un dirigente esterno così come il conferimento di un’indennità ad personam rientrano nelle prerogative comunali, come prevedono le norme". In particolare - ha detto - è possibile conferire un’indennità ad personam sulla base di tre motivazioni: l’elevato profilo professionale, il rapporto a tempo determinato e le condizioni di mercato. Queste motivazioni sono state alla base della decisione. Sarà, in ogni caso, la sentenza della Corte dei conti ha pronunciarsi nel merito.
 
Andreatta ha negato di aver scaricato Patton, che si sarebbe dimesso solo per "problemi personali" e che comunque ha la totale fiducia del primo cittadino. Dimissioni respinte perché "ho fiducia, stima e amicizia verso Patton", ha detto ancora Andreatta. Secondo il quale non c'è stata nessuna discrezionalità della politica in questa vicenda, così come "non esiste un dirigente generale che si muove in totale autarchia. Si tratta invece di un rapporto di condivisione, anche se potrei dire di corresponsabilità". Il Comune di Trento - ha affermato il sindaco - è un luogo serio in cui "nessuno viene calato dall'alto", così come è falso - ha ribadito - sostenere che "il direttore generale sia stato scaricato dalla politica".  Fin qui Andreatta. Certo sarebbe interessante avere anche la versione dalla contro parte, cioè del direttore generale Patton, in modo da avere un quadro completo della vicenda personale, prima che giuridica, su cui soltanto la Corte dei conti potrà pronunciarsi.
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