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Amnistia, la Lega è contro. Divina: "Un colpo di spugna"

Il senatore trentino, membro della commissione Giustizia, attacca: una norma contraria a "i sacrosanti principi dello Stato. Con questo indulto mascherato viene violato il principio della certezza della pena"

Dopo l'annuncio di un'amnistia da parte del governo, la Lega Nord ha proclamato la sua contrarietà verso qualunque provvedimento di clemenza generalizzata. Se il pacchetto dovesse entrare in vigore, comporterebbe l'uscita progressiva dal carcere di circa tremilatrecento detenuti, per effetto del decreto che alzerà fino a 18 mesi la pena residua che si può scontare ai domiciliari. Inoltre sancisce l'uscita dal circuito carcerario per gli arrestati in flagranza di reato, e in generale per quanti alimentano il fenomeno delle cosiddette "porte girevoli", entrando in carcere per la sola immatricolazione per poi essere scarcerati o inviati ai domiciliari. In questo caso ci sarebbero circa 21mila detenuti "di passaggio" in meno ogni anno negli istituti detentivi italiani.

Sull'argomento è intervenuto anche il senatore trentino del Carroccio Sergio Divina, secondo il quale il provvedimento è contro "i sacrosanti principi dello Stato di diritto. Nel caso di questo indulto mascherato chiamato svuota-carceri viene violato il principio della certezza della pena, senza contare, che la liberazione di certi criminali mette a repentaglio la sicurezza dei cittadini. E'un colpo di spugna che offende le vittime dei reati per la seconda volta". 
 
Divina, oltre che senatore, è anche uno dei componenti della commissione Giustizia di palazzo Madama: "Questo governo e questa maggioranza sostengono che lo svuota-carceri serve ad abbattere il sovraffollamento carcerario, ma non si può scaricare tale problema sui cittadini onesti e sulle vittime dei reati". Il sovraffollamento si affronta con l'edilizia carceraria, "come attuata all'epoca dal ministro Castelli e proseguita da Alfano", in secondo luogo, aggiunge Divina, "facendo in modo che i detenuti extracomunitari scontino la pena nei propri Paesi di origine. Considerato che lo straniero senza fissa dimora ben difficilmente potrà utilizzare gli arresti domiciliari presso una dimora".
 
Anche in occasione dell'indulto approvato nel 2006, ministro della Giustizia Mastella, la Lega votò contro, assieme ad una parte di An e all'Idv, una circostanza che incrinò irrimediabilmente i rapporti già tesi tra l'allora guardasigilli e Di Pietro. Il Pd, invece, come il Pdl, sostenne il provvedimento.
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