Manovra anti-crisi in Trentino: ci saranno anche 17 milioni di euro per lavoratori e famiglie

Trovata la mediazione con le minoranze, Olivi: "Segno di apertura da parte della Giunta". Ancora bloccata la trattativa sui 430 milioni da versare allo Stato

Manovra anti-crisi da 167 milioni di euro in Trentino: ci saranno, infatti, anche 17 milioni per lavoratori e famiglie, oltre ai 150 previsti per far ripartire il settore economico. Lo prevede un emendamento proposto dal consigliere del Partito Democratico Olivi, inserito dopo gli incontri di mediazione con le minoranze. Il disegno di legge è stato approvato dalla Seconda Commissione ed arriverà in Consiglio provinciale sabato 9 maggio.

"Anche se questa cifra non risolve certo il problema dell’insufficienza delle risorse messe in campo con questo ddl - commenta Olivi - si tratta comunque di un passo avanti che dimostra lo sforzo compiuto dalla Giunta con il presidente Fugatti e l’assessore Spinelli. Ora occorrerà che la Giunta decida come canalizzare queste risorse, su assegno unico, agenzia del lavoro o ammortizzatori sociali". 

Approvato all’unanimità anche l’articolo 29 che prevede che la Giunta possa dettare disposizioni di carattere organizzativo e sanitario ulteriori rispetto a quelle individuate a livello statale. "La volontà del Governo - ha chiarito Fugatti - sembra essere quella di dare maggiore autonomia e responsabilità ai territori tra l’11 e il 18 maggio a fronte di una stabilizzazione del contagio. Il Trentino, avendo un’organizzazione sanitaria chiara e definita a nostro modo di vedere potrebbe poter fare queste aperture, ha aggiunto: da parte nostra nessun braccio di ferro, ha chiarito, ma solo la volontà di arrivare ad un obiettivo".

Ancora in atto la trattativa sulla sospensione del versamento annuale da 430 milioni di euro allo Stato, secondo l'Accordo di Milano ed il Patto di Stabilità. Un primo incontro con il ministro Boccia sembra aver aperto spiraglio nella trattativa, che però rimane bloccata dalle perplessità del Ministero dell'Economia. "Quei 430 milioni ora ci servono per esercitare le nostre competenze - ha detto Fugatti - e sono una goccia nel mare visto che i conti dello Stato ora sono completamente saltati, non per colpa di qualcuno ma a causa della pandemia".  

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