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Agostino Carollo: "Votatemi, io non ho alcun interesse da difendere"

Intervista al dj roveretano: "Io sento vicini a me i giovani che sulle loro spalle hanno il peso di chi si approfitta della loro buona fede, oltre al fatto che possono solo limitatamente influire su decisioni che riguardano la loro vita"

Agostino Carollo

Agostino Carollo, dj e musicista, è candidato alle elezioni provinciali del 27 ottobre con una lista che porta il suo nome "Ago Carollo". E' l'outsider di questa campagna elettorale

Tre ragioni per cui i trentini dovrebbero votarla.

Per cambiare e avere una persona che non ha alcun interesse da difendere e vuole eliminare privilegi e  favoritismi. E poi perché  io mi sono impegnato, è l'ho scritto sul mio programma, ad ascoltare le idee nuove e innovative e a far interagire le idee che scaturiscono qui in Trentino con quelle dei migliori pensatori del mondo. Su tutto quanto fa emozionare, fa anche paura e su ciò che è nuovo nel segno del cambiamento e del fare meglio.

Qual è la prima cosa che farebbe se venisse eletto?

Alle 8 e 05 mi impegno personalmente a lavorare per togliere tutta la burocrazia inutile che affligge la vita dei trentini.

Cosa va assolutamente cambiato rispetto alla passato?

 A questa domanda è difficile rispondere perché tutto si può cambiare e tutto si può migliorare, in tutti i settori. Taglierei tutti gli sprechi, il superfluo.Bisogna avere il coraggio di azzerare tutto: è inutile fare leggi che non servono a nulla, bisogna invece semplificare, come  ha fatto Steve Jobs con la Apple mettendo un solo pulsante sul suo telefono. Non si può parlare di cambiamento senza semplificazioni. Non si può pensare che, nel 2013, si debba ancora andare in dieci uffici diversi per i certificati, oppure chiedere mille autorizzazioni per fare un evento, costruire una casa, cercare lavoro. La tecnologia oggi permette di migliorarci la vita, andrebbe applicata.

Cosa dice ai suoi avversari politici?

Dico a tutti di andare a votare il 27, perchè i trentini hanno il diritto e il dovere di cambiare le cose.

E agli alleati?
Io sento vicini a me i giovani che sulle loro spalle hanno il peso di chi si approfitta della loro buona fede, oltre al fatto che possono solo limitatamente influire su decisioni che riguardano la loro vita. Poi sto dalla parte delle donne, che nella mia lista sono 17, contro 11 uomini, e a loro dico di andare a votare, perché hanno il diritto di cambiare le cose.

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