Domenica, 14 Luglio 2024
Politica Centro storico

"Acqua bene comune", primo passo verso la modifica statutaria

Parere positivo, in prima commissione, di Penasa e Savoi (Lega) e Borga (Pdl), 2 invece i voti contrari Anderle Upt e Dallapiccola (Patt), altrettanti gli astenuti: Firmani (Idv) e Cogo (Pd)

"Nella Regione l'acqua è un bene comune. Il servizio idrico è gestito esclusivamente in via diretta dalle province, dai comuni o dai loro enti strumentali". Questa la proposta di modifica dello Statuto, in un solo articolo, votata dalla prima commissione permanente, che dovrà approdare quindi in Consiglio provinciale per essere votata dall'aula. Parere positivo di Penasa e Savoi (Lega) e Borga (Pdl), 2 invece i voti contrari Anderle Upt e Dallapiccola (Patt), altrettanti gli astenuti: Firmani (Idv) e Cogo (Pd).

La prospettiva - anche sullo sfondo del referendum nazionale del giugno 2011 proprio sul tema dell'acqua - è quella di procedere alla riforma costituzionale necessaria per introdurre ex novo l'articolo 66 bis nel cosiddetto secondo Statuto, risalente al 1972. Il dirigente della Pat Fabio Scalet ha argomentato in punto tecnico che mentre la prima parte del testo proposto è a carattere generale e potrebbe essere addirittura proposta per la Carta Costituzionale, la seconda invece rischia di confliggere con la normativa europea sul libero mercato. Penasa ha replicato con un ragionamento di ordine politico: da Trento devono partire stimoli coraggiosi anche nei confronti del Governo, bisogna - ha detto - avere il coraggio di provarci, se a norme come questa sull'acqua ci si crede davvero. 
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