Lunedì, 15 Luglio 2024
Ambiente

Rifiuti, ecco la soluzione delle Acli: un gassificatore in Trentino

Un'ipotesi che convince di più rispetto all’inceneritore. Ma non solo: “Aumentare i Crm e via le campane stradali”

In Trentino serve il gassificatore: a dirlo sono le Acli del territorio, durante la conferenza stampa con Claudio Scaramuzza, presidente del circolo Acli di Gardolo, Luca Oliver, vertice delle Acli trentine e Nicola Simoncelli, membro di presidenza Acli trentine.

“È necessario in primo luogo efficientare ed armonizzare il sistema delle raccolte differenziate con un sistema unico in tutta la provincia puntando al recupero dei materiali che vada ben oltre l’attuale soglia del 77,5% e si ponga l’ambizioso obiettivo di arrivare all’85-90%. È pertanto necessaria una diffusione capillare dei sistema porta a porta e l’implementazione di campagne rivolte ai cittadini, alle famiglie, alle scuole e alle imprese per sviluppare una nuova consapevolezza e responsabilità verso la riduzione, il recupero, il riutilizzo e il riciclaggio dei materiali e dei rifiuti” spiegano Oliver, Scaramuzza e Simoncelli. Altro passo è aumentare i Crm, togliere le campane stradali, applicare la “tariffa puntuale” sul residuo.

E poi, appunto, il gassificatore: “Per quanto riguarda il problema dello smaltimento della frazione residua chiediamo alla giunta provinciale di valutare attentamente la proposta di un impianto modulare di gassificazione dei rifiuti. Come analizzato da una recente ricerca sui diversi scenari relativi allo smaltimento della frazione residua realizzata dall’Università di Trento e dalla Fondazione Kessler, quella del gassificatore risulta essere la soluzione più vantaggiosa sia dal punto di vista dei costi di realizzazione, sia dal punto di vista dell’impatto ambientale con minori se non nulle emissioni di anidride carbonica e di pericolose diossine”. Ultimo punto, ma non per importanza, da questo tipo di impianto si produrrebbe il syngas,  elemento utilizzabile per produrre energia termica ed elettrica.

Insomma, una soluzione decisamente migliore dell’inceneritore secondo le Acli, che tirano per la giacchetta Piazza Dante: “Si  avvii una fase di sperimentazione da realizzare nell’arco di pochi mesi per arrivare in una fase successiva all’approntamento di un progetto definitivo rivolto alla chiusura del cerchio dello smaltimento dei rifiuti in provincia di Trento. Per fare approfondimento e divulgazione noi ci siamo”.

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