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Accise maggiorate sull'energie: la Provincia corre ai ripari

Lo scopo è ridurre a zero l'impatto delle addizionale provinciali e comunali. Per rendere subito esecutivi i contenuti del ddl, la Giunta ha disposto la sospensione del versamento degli acconti mensili

I trentini non dovranno pagare due volte l'imposizione sul consumo di energia elettrica, l'accisa erariale maggiorata allo Stato e le rispettive addizionali alla Provincia o ai Comuni. La temuta duplicazione dell'imposta sui consumi, a carico di imprese e cittadini del Trentino, è stata "disinnescata" stamani dalla Giunta provinciale, con il varo di un apposito disegno di legge, un articolo unico che ha come scopo quello di ridurre a zero l'impatto delle addizionale provinciali e comunali sull'accisa. Per rendere immediatamente esecutivi i contenuti del disegno di legge, in attesa della sua approvazione, la Giunta provinciale ha disposto la sospensione del versamento degli acconti mensili delle addizionali.

Il problema - spiega un comunicato dell'ufficio stampa della Provincia - era sorto con l'incremento dell'aliquota dell'accisa erariale sull'energia elettrica, introdotto con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze il 30 dicembre 2011 in attuazione delle disposizioni dei decreti sul federalismo regionale e municipale e valido per tutto il territorio nazionale. Ad esso doveva corrispondere la cessazione dell’applicazione delle addizionali provinciali e comunali sulla medesima accisa.  Ma la soppressione di queste addizionali è stata disposta per le sole regioni a statuto ordinario, lasciando fuori i territori ad autonomia speciale. 
 
Si è quindi determinata una disparità di trattamento tra cittadini ed imprese di Regioni e Province ad autonomia speciale rispetto al resto d’Italia, particolarmente grave in un momento di crisi quale è quello attuale. Infatti, se da un lato resta sostanzialmente inalterato l’onere tributario complessivo gravante sui contribuenti delle regioni a statuto ordinario, che a fronte dell’aumento dell’accisa erariale non verseranno più le addizionali provinciali e comunali, dall’altro i soggetti passivi delle Regioni e Province a Statuto speciale sarebbero tenuti a pagare sia l’accisa erariale maggiorata sia le addizionali provinciali e comunali, che non essendo state soppresse continuano a trovare regolare applicazione. Un aggravio, dunque, sia per i conti delle famiglie sia per la competitività delle imprese, in un momento tutt'altro che favorevole per entrambe, considerata la situazione economica internazionale.
 
Da qui l'intervento "riparatore" della Provincia autonoma di Trento. Facendo leva sulle prerogative statutarie in materia di tributi provinciali e locali (art. 73 dello Statuto), così come modificate a seguito dell’Accordo di Milano di fine 2009, si è proposto con il disegno di legge il cui testo è stato approvato stamani di eliminare questa ingiustificata disparità di trattamento attraverso la riduzione a zero delle addizionali provinciali e comunali, a partire dal 1° gennaio 2012 (i Comuni avranno 120 giorni di tempo per recepire questa indicazione). In tal modo, i trentini pagheranno la sola accisa erariale maggiorata e non le addizionali. La Giunta provinciale ha espresso l'auspicio che il disegno di legge adottato oggi venga approvato in tempi brevi, con procedura d'urgenza, al fine di sanare in via definitiva la situazione.
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