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Corteo nei luoghi della Resistenza, Rossi: "Dall'Antifascismo sono nate Italia ed Europa"

"Dall'incontro di realtà politiche diverse all'interno dell'antifascismo è nata l'Italia di oggi, non si può porre fascismo ed antifascismo sullo stesso piano"

Ha toccato i luoghi della città che portano la memoria del Secondo Conflitto Mondiale e della Resistenza il corteo svoltosi oggi a Trento per il 72° anniversario della Liberazione. Autorità civili e militari hanno deposto corone d'alloro al monumento ai caduti in piazza della Portela, alla targa in memoria degli ex internati davanti al Palazzo della Provincia, ma anche in Galleria dei Partigiani, in piazza Cesare Battisti ed infine in piazza Pasi, dove una targa ricorda il partigiano medaglia d'oro trentino.

Una città, dunque, che conserva viva e presente la memoria della Liberazione pur in un contesto diverso dal resto del Nord Italia, come quello trentino: "gli storici ci ricordano che nel territorio trentino inserito dopo l'8 settembre 1943 nella Zona d'operazioni delle Prealpi, non si registrò la presenza di così grandi formazioni partigiane come nelle province di Vicenza e di Belluno - ha detto il presidente della Provincia Ugo Rossi -. Senza addentrarmi in questioni che esulano dai miei compiti istituzionali, penso che, comunque, la ricerca storica debba continuare ad esercitare la sua funzione di indagine libera e anche critica su tutti gli aspetti di un'epoca. Se necessario aggredendo zone d'ombra ancora esistenti e retaggi ideologici di qualsiasi tipo. Tanto più in Trentino dove la storiografia può contare su prestigiosi centri e fondazioni".

"Quello che però noi, oggi come ieri, non possiamo permettere è pensare che si possa porre sullo stesso piano la scelta fascista e quella antifascista - ha aggiunto Rossi - perché se è vero che nell'antifascismo si sono incontrate posizioni politiche molto diverse è anche vero che solo da questo incontro è potuta nascere l'Italia democratica di oggi. E con essa una nuova Europa, che ci ha assicurato il più lungo periodo di pace mai vissuto nell'età moderna. In tutta Europa oggi soffia il vento del nazionalismo, è un vento che non ci piace: il 25 aprile ci ricorda che è possibile vivere insieme nella pace, se ci si crede fino in fondo". Clicca qui per leggere il discorso completo

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