Formula E: con Massa e Di Grassi alle Albere il futuro del motorsport

I due campioni sul rettilineo del quartiere del Muse danno spettacolo. Poi il talk sul futuro della Formula E: sport giovane e social

I bolidi elettrici al quartiere Le Albere

Il quartiere delle Albere di Trento trasformato in un circuito di prova per le auto più all'avanguardia nel mondo. Accelerazioni da brivido, gomme urlanti, manca solo il rumore assordante dei Grand Prix. Alla seconda edizione trentina del Festival dello Sport si parla infatti di Formula E, il campionato mondiale di bolidi elettrici, un mondo che va sempre più veloce. 

Ad emozionare i tantissimi appassionati, e curiosi, presenti sul rettilineo del modernissimo quartiere del Muse sono stati Lucas Di Grassi, pilota in Formula E fin dal primo anno e campione della terza stagione, e Felipe Massa, l'amatissimo campione Ferrari tornato in pista due anni fa proprio nel campionato dedicato alle auto elettriche.

Capello: "Aspettiamo una Ferrari elettrica"

A fare da safety car ai due fuoriclasse il campione Capello, a bordo dell'ultimo modello di casa Audi: un'auto sportiva da sogno, completamente elettrica. Il camione lancia anche un messaggio alla scuderia "di casa", quella del cavallino rampante: "Sarebbe bello vedere anche una Ferrari in pista di Formula E". Già, perchè il mondo del motorsport elettrico è una sfida quasi tutta tedesca: Audi, come detto, è in pista dal primo anno, ma c'è anche BMW, oltre all'inglese Jaguar. Mercedes e Porsche entreranno dalla prossima stagione.

"Ho deciso di tornare come pilota, in Formula E, perchè non volevo qualcosa che durasse un anno e basta" dice Felipe Massa, 139 Gran Premi con la Ferrari, 41 volte sul podio, ora entusiasta per questa nuova avventura. "E' il campionato che cresce di più, sono molto emozionato ma mi da anche tanto da lavorare. Per noi piloti è una sfida continua, ci sarà anche chi preferisce il rumore: possiamo metterlo, non è un problema" scherza il campione, ma la diffidenza di chi vuole ancora sentire il rombo dei motori e l'odore di benzina è ancora tanta. 

Non è così, forse, per le nuove generazioni. Se è vero, infatti, che i telespettatori del campionato Formula E sono cresciuti del 24% da una stagione all'altra è vero anche che nell'ultimo anno le interazioni social sono cresciute del 449%. La Formula E è uno sport giovane, e social: "c'è un messaggio dietro, e le nuove generazioni lo capiscono prima degli altri" spiega Massa. Gli amanti della velocità comunque non resteranno delusi: si parla, ormai, di 280 Km/h ed accelerazioni da 0 a 100 in 2,8 secondi. Le batterie non sono più un problema: da due stagioni non è più necessario il cambio auto per completare la gara.

Di Grassi: "Per me è stato subito chiaro che questo è il futuro"

Lo sa bene Lucas Di Grassi, che fin dal 2008 ha visto nell'auto elettrica il futuro: "per me è sempre stato chiaro, ed in cinque anni ormai è chiaro che il livello della competizione è altissimo: ci sono piloti ad altissimi livelli, i maggiori costruttori mondiali, i circuiti più impegnativi". Si tratta, in parte, di un nuovo modo di vivere il mondo del motorsport: i circuiti sono tutti cittadini, compresi quelli di Montecarlo e Singapore, croce e delizia della Formula 1.

L'idea che emerge dal talk organizzato al Muse da Sport Tech District e Trentino Sviluppo è quello di una sfida nella sfida: la competizione sportiva contiene al suo interno la più avvincente sfida di cambiare il modo che gli uomini hanno di muoversi su quattro ruote. Sarà forse per questo che la competitività è sempre più forte nella Formula E. Lo spiega bene Di Grassi: "Dal primo all'ultimo dei 24 concorrenti in Grand Prix c'è mezzo secondo, se non tagli la curva in un certo modo, se non lavori costantemente, puoi arrivare in fondo alla classifica in qualsiasi momento".

Si parla anche di regole che mantengono alta la sfida, e fanno della Formula E il campionato più equilibrato del mondo motori: la batteria utilizzata è standard, telaio ed aerodinamica sono uguali per tutti, i margini di sviluppo sono sul motore, sulle componenti elettroniche e meccaniche. Poi, naturalmente, ci sono i piloti a fare la differenza ma a decretare il successo delle corse automobilistiche elettriche sarà il pubblico.

Reigle: "Il punto chiave sono i fan"

"La questione è allargare la base di fan - spiega Jamie Reigle, ceo di Formula E - se riusciamo a far crescere il loro entusiasmo abbiamo vinto. Le persone guardano a noi come al futuro di questo settore perchè, un po' come ne football della NFL, è impossibile dire chi vincerà: questa è vera sfida".

Punta al pubblico anche Dieter Gass, direttore di Audi Motosport che, come detto, ha creduto subito nello sviluppo in chiave sportiva del motore elettrico. "Questo è l'unico mezzo per portare al grande pubblico la mobilità elettrica - spiega - se le persone vedono, così come hanno visto oggi oppure seguendo il prossimo campionato, che le auto elettriche possono essere performanti allora capiranno anche che possono essere emozionanti. Questo è il futuro del motorsport". 

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