Manghen ancora stregato per Ravanelli

Per il terzo anno consecutivo la speciale più lunga, del Rally San Martino di Castrozza, costa caro al pilota di Bedollo, incappato in una foratura che ha chiuso subito i giochi.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrentoToday

Non c'è due senza tre ed a questo punto Devis Ravanelli spera di aver pareggiato definitivamente il conto aperto con la prova speciale “Manghen”, fatale anche quest'anno per il pilota di Bedollo durante le prime battute di un Rally San Martino di Castrozza che si è rivelato, ancora una volta, sfortunato ma solo in parte amaro. Il pilota di Bedollo, affiancato dall'adriese Fabrizio Handel sulla Renault Clio Super 1600 di Erreffe Rally Team, ritornava a calcare le strade di casa, costretto a saltare la scorsa edizione. Uno shakedown non proprio produttivo, un solo passaggio compiuto per vari ritardi ed uscite di strada di altri concorrenti, non abbassava la concentrazione del portacolori di Pintarally Motorsport, deciso a sfruttare al massimo la conoscenza del percorso di gara, nonostante si trattasse del suo esordio sulla grintosa trazione anteriore della casa transalpina. Se nel 2018, ultima apparizione di Ravanelli sugli asfalti trentini, erano stati i freni ad abbandonarlo la sorte quest'anno si è concretizzata in una roccia centrata in piena traiettoria, a pochi chilometri dalla cima del passo, che ha causato una foratura all'anteriore destra. Il tempo perso per la sostituzione della gomma ed il treno dei migliori se ne era già andato. “Lo shakedown potevamo fare anche a meno di farlo” – racconta Ravanelli – “perchè siamo riusciti a completare un solo passaggio reale. Tra incidenti, ritardi ed un percorso che poco si rendeva utile per prendere le misure alla Renault Clio Super 1600 questo shakedown è stato per noi inutile. Siamo partiti comunque carichi sulla prima prova ma, in una destra, abbiamo centrato una pietra che spuntava ed abbiamo bucato. Il tempo di trovare lo spazio per fermarsi, sostituire la gomma e ripartire ma ormai la classifica era già compromessa, così come due anni fa. È il terzo anno di fila che il Manghen non mi dà tregua, seppure lo ami come percorso. Quel che è certo è che non abbiamo mollato, decisi a divertirci ed a dare il meglio di noi stessi.” Il secondo round del Campionato Italiano WRC continuava, vedendo un Ravanelli rivitalizzato sul primo passaggio a “Gobbera”, annullata la prima “Val Malene”, in grado di staccare il terzo tempo di classe S1600, a 1”4 da Cocco, escludendo dal confronto il marziano Vescovi. Si ritornava su “Manghen” con il pilota di casa che restava accorto, deciso ad evitare altri inciampi nel proprio cammino, prima di segnare il quinto a “Val Malene”, a otto decimi dal terzo. Sulla conclusiva “Gobbera” un altro terzo parziale per Ravanelli chiudeva un'edizione del San Martino di Castrozza, quella del quarantennale, che poteva valere un potenziale podio di classe e che si è invece conclusa con un amaro quinto finale, incapace di scalfire la gioia del trentino. “Avere l'opportunità di correre con un top team come Erreffe è stata un'esperienza significativa” – conclude Ravanelli – “perchè ci hanno fatto sentire alla pari degli ufficiali. Agostino e tutti i ragazzi sono stati spettacolari. La macchina è stata perfetta, dandomi sensazioni indescrivibili. Vescovi non era alla portata di nessuno, figuriamoci di noi che eravamo alla prima. Grazie a tutti i nostri partners ed alla scuderia Pintarally Motorsport, sempre al nostro fianco.”

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