Burocrazia "digitale": quando il web non è la soluzione migliore

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrentoToday

Riceviamo e pubblichiamo questa segnalazione di Gian Piero Robbi:

Internet è una gran cosa. Non solo perché connette la gente in tempo reale, anche se distanti migliaia di chilometri, ma anche perché permette di semplificare la burocrazia, di evitare lunghe code negli uffici alle Poste, ecc.

O almeno, dovrebbe. Perché c'è un grande errore che si sta commettendo: l'esasperazione della digitalizzazione dei servizi, senza considerare i limiti del "digital divide" e dell'accesso agli strumenti informatici e del web per i cittadini che, per ragioni di età, non hanno le basi per potere usufruire dei servizi.

È, infatti, assurdo che si stiano mettendo sullo stesso piano i giovani - che, ormai, crescono con il web nelle vene - e gli anziani - che sono stati catapultati nel giro di pochi anni in un mondo ipertecnologico.

Questo è il caso, ad esempio, di un 80enne di Riva del Garda. Come tutte le persone della sua età, infatti, ogni giorno deve fare i conti con tutto ciò che riguarda la propria posizione previdenziale e i doveri del cittadino: dichiarazioni dei redditi, richieste CUD, ecc.

Ebbene, da oltre una settimana non riesce ad accedere al portale del cittadino del sito dell'INPS, non potendo così ricavare la documentazione necessaria per disbrigare alcune pratiche incombenti.

«Perché non chiama il call center dell'INPS?», direte voi. Lo ha fatto ma nessuno è riuscito a dargli l'assistenza necessaria. Ad essere cattivi, si potrebbe pensare che non è riuscito a trovare un tele-operatore con la pazienza di seguire, step by step, l'anziano signore.

«Perché non andare, allora, in uno dei tanti CAF?». Ha fatto anche questo ma ha sempre fatto un buco nell'acqua. Fino ad oggi, l'uomo non è riuscito a trovare qualcuno che gli possa dare un mano per risolvere le sue emergenze burocratiche, per cui internet è ormai indispensabile.

Un caso emblematico per segnalare, ribadisco, una degenerazione della necessità di digitalizzare la Pubblica Amministrazione, perché non tiene conto delle differenze anagrafiche e strumentali dei cittadini. Come tutte le cose, la strada migliore sarebbe dovuta essere la migrazione progressiva dal servizio fisico a quello virtuale, magari sostenendo con una guida e - perché no - con un corso soprattutto gli anziani.

Invece, come capita spesso in Italia, il passaggio è avvenuto alla stessa velocità di un ceffone.

Gian Piero Robbi - giampi.robbi@gmail.com

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