Trentino fa rima con...birra

Ci sarà un giorno la birra trentina doc? Chi lo sa: se il ritmo di crescita delle realtà brassicole trentine dovesse continuare ad essere quello degli ultimi cinque anni in futuro potrebbero esserci più birrifici che orsi. Nel frattempo il pubblico affina il gusto, magari con qualche visita nella tana del mastro birrario. Ecco dove

Foto di Elisa Vinciguerra

"Trentino, l'unica regione che fa rima con vino", così recitava un vecchio slogan della promozione turistica provinciale. Ma c'è qualcosa di nuovo all'ombra delle Dolomiti, tra le pergole iniziano a spuntare luppolo e orzo. L'acqua, ingrediente fondamentale, c'era già. Stiamo parlando del mondo brassicolo trentino, un mondo che non esisteva fino a pochi anni fa e che conta oggi 17 realtà che producono birre per tutti i gusti.

Se a livello nazionale gli anni "d'oro" della birra sono quelli a metà degli anni '90, con la fondazione dei primi, pionieristici, birrifici e la legalizzazione delle produzioni domestiche che hanno permesso agli appassionati di sperimentare il piacere di farsi la birra in casa, a livello locale oggi, vent'anni dopo, la diffusione di piccole produzioni, spesso affiancate ad un'attività agricola o del mondo della ristorazione, è diventata capillare in ogni regione.

Sarà anche una moda, ma si tratta di una vera e propria esplosione di marchi ed etichette, con la conseguente introduzione di tipologie di birra poco conosciute nella Penisola, per esempio le ale inglesi o americane, prodotte anche da molti birrifici trentini. In ogni caso la "fetta" di mercato è stata stimata sotto all'1% del consumo nazionale di birra: ancora pochissimo, ma molto se  si pensa ad un mondo che solamente dieci anni fa era riservato a pochi intenditori.

Anche in Trentino le neonate realtà artigianali rappresentano pienamente il territorio: dalla Val Rendena al Lagorai, dalla piana Rotaliana agli Altipiani cimbri. A Trento la birreria Pedavena è l'unica realtà a poter vantare una tradizione secolare, sebbene la produzione di birra, interrotta nel dopoguerra, sia stata ripresa ad inizio millennio. Il Birrificio Fiemme è stato invece il primo ad usare luppoli coltivati in Trentino, seguito poi dal Birrificio Maso Alto. La produzione di luppolo è forse il prossimo passo per le realtà trentine: il clima sembra essere favorevole e chissà che un giorno accanto al mais di Storo ed agli ortaggi della Val di Gresta non possa comparire un luppolo trentino doc.

Ecco l'elenco di tutti i birrifici trentini (dai siti www.microbirrifici.org e www.cerevisiafestival.com):

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