Fondazione Mach: contro la cimice asiatica scoperta la "vespa samurai"

Combattere una specie invasiva con un'altra, altrettanto aliena: fino ad oggi la legge non lo permette ma il Trentino potrebbe essere il primo territorio dove rilasciare la "vespa samurai"

Trissolcus japonicus, foto: wikipedia

Una specie invasiva combattuta con un'altra, altrettanto "aliena": il nemico naturale della cimice asiatica, che da anni flagella anche i campi del Trentino, è una specie di vespa giapponese. E' già stata battezzata "vespa samurai", per la provenienza: si tratta in realtà di due specie simili, ovvero il Trissolcus japonicus ed il Trissolcus mitsukurii. 

Queste due specie sono arrivate in Europa seguendo le stesse rotte di invasione della cimice asiatica. In Italia T. japonicus era stato rinvenuto finora solo in alcuni siti in Lombardia e Piemonte, mentre T. mitsukurii in aree ristrette del Friuli, Lombardia ed Alto Adige. In Trentino la Fondazione Edmund Mach ha identificato le due specie quali antagonisti naturali della cimice, che crea danni ingenti per il mondo agricolo, specialmente per la coltivazione del melo. Le zone maggiormente colpite sono quelle attorno alla città di Trento e le campagne della Val di Non fino a 500 metri di quota.

Già pronta a San Michele una struttura per esperimenti

"Fino ad oggi vincoli legislativi, nazionali hanno reso inattuabile finora la procedura per l'introduzione di nuove specie anche se utili al controllo biologico" spiega una nota della FEM. La specie nemica è altrettanto "aliena" e dunque non poteva essere rilasciata in natura. Questo fino al luglio scorso, quando è stata emanata una nuova norma sul tema: la Fondaione Mach, in attesa delle Linee guida, pensa ci possa essere la possibilità di una deroga "dopo gli opportuni studi di efficacia e valutazione del rischio da condurre in impianti da quarantena". La struttura per gli esperimenti in quarantena è già stata costruita a San Michele all'Adige e sarà utilizzata dopo un nulla osta del Ministero.

L'assessore: "Inviati i dati al Ministero, aspettiamo la deroga"

"Come Assessorato – ha l’assessore Zanotelli – abbiamo inviato ai ministeri interessati i risultati delle ricerche effettuate dalla Fondazione Mach e la richiesta, da parte della Giunta provinciale, che sia la stessa Fondazione, vista la realizzazione delle camere di quarantena, ad occuparsi della sperimentazione sui parassitoidi antagonisti, una volta ottenuto il permesso dagli enti preposti". 

"Il ritrovamento nella nostra provincia delle due specie di parassitoidi esotici, la disponibilità della nuova struttura di quarantena e il potenziamento dell'organico dedicato a queste specifiche problematiche, potranno mettere FEM nella condizione migliore per poter ottenere l'autorizzazione a condurre gli studi necessari per rilascio massale dei parassitoidi specifici, come da tempo auspicato dalle organizzazioni dei produttori” ha concluso il presidente della Fondazione Andrea Segrè.

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