Pinè, a due anni dalla tempesta Vaia piantati 700 alberi

Grazie all'iniziativa di una start-up trentina le foresta devastate dalla tempesta tornano a vivere

Una delle 700 piante messe a dimora a due anni dalla tempesta

A due anni dalla tempesta Vaia i boschi di Pinè, tra i più colpiti dal devastante evento meteorologico, tornano a vivere. Sono 726 le piccole piante di larice messe a dimora dai volontari nella giornata di domenica 25 ottobre. Tanti trentini, ma anche persone arrivate da Veneto e Friuli, si sono ritrovate alle pendici del Monte Calvo per piantare i giovani alberi. 

L'iniziativa è stata resa possibile da una giovane startup trentina, che si chiama Vaia (qui il sito) proprio come la tempesta, e che ha iniziato la commercializzazione di amplificatori naturali costruiti con il legname degli schianti. Si tratta di piccoli cubi di legno, che fungono da cassa di risonanza per i telefoni cellulari, amplificando così la musica senza bisogno di energia elettrica.

“Il nostro obiettivo è riconnettere esseri umani e ambiente. Perché ascoltando con attenzione i segnali della natura possiamo renderci conto di quanto ci sia da fare, non solo per noi stessi ma anche per le generazioni future” spiega il co-fondatore della start-up Paolo Milan. Il ricavato è stato in parte utilizzato per coprire le spese del progetto di riforestazione, messo in atto con la upervisione dell'Asuc di Faida, delle amministrazioni locali e della Provincia autonoma di Trento. L'obiettivo è mettere a dimora 50mila piante nelle regioni colpite dalla tempesta entro il 2021. 

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