Lunedì, 14 Giugno 2021
Green Centro storico / Piazza di Piedicastello

Trento, gli attivisti "ingabbiano" la statua dell'orso sulla rotatoria di San Lorenzo: proteste in piazza

Gli attivisti del Centro sociale Bruno: “Perché l'immagine idilliaca di quell'orso nell'aiuola fiorita non inganni sulla realtà del rapporto tra gli uomini e questi grandi animali in Trentino”

Un fotogramma del video dell'ingabbiamento

Nuova protesta degli attivisti per gli orsi. Nella mattinata di sabato 3 aprile un gruppo di attivisti. della campagna #StopCasteller, con il volto coperto da maschere da orso, si sono dati appuntamento alla rotatoria del ponte di San Lorenzo e hanno messo la statua dell’orso berlinese - simbolo del gemellaggio col quartiere di Charlottenburgin - in una solida gabbia d’acciaio in segno di protesta contro l'analoga situazione di prigionia dei tre orsi rinchiusi al Casteller di Trento invitato tutti all'assemblea organizzata dalle 15 a piazza di Piedicastello. Sabato 10 aprile a Trento la seconda manifestazione nazionale della campagna #StopCasteller per la liberazione dei tre orsi.

La statua è stata poi circondata da cartelli che inneggiavano alla liberazione degli orsi e e denunciavano i politici responsabili della situazione attuale. La protesta continua con un'assemblea pubblica,che ha coinvolge anche le associazioni locali, in piazza di Piedicastello ed è stata annunciata una manifestazione nazionale per il 10 Aprile. «A distanza di un mese e mezzo dalla pubblicazione del video shock - ha dichiarato un'attivista del Centro sociale Bruno - con cui abbiamo svelato le drammatiche condizioni dei tre orsi prigionieri richiusi al Casteller di Trento, siamo nuovamente scesi in piazza a denunciare la totale inadeguatezza delle istituzioni provinciali rispetto alla cosiddetta “gestione dei grandi carnivori” e a richiedere, ancora e fino alla liberazione, il rilascio degli orsi prigionieri» 

Gli attivisti hanno scelto la statua quale simbolo della condizione degli orsi denominati Dj3, M49 ed M57. "La realtà degli orsi trentini infatti non è idilliaca come si vorrebbe far passare" sottolineano in una nota gli attivisti: "dopo aver ricevuto dall'Unione Europea fondi per miglia di euro per reintrodurre l'orso in Trentino con il progetto Life Ursus, l'unica soluzione che la PAT è riuscita a trovare per gestire la convivenza con questi animali è ingabbiarli, infliggendo loro enorme sofferenza".

Non cessano le proteste per gli orsi, per la loro liberazione. Gli attivisti, durante il primo momento della protesta, quello della mattina, hanno ricordato come l'orso sia tornato in Trentino e sottolineato le responsabilità politiche di quelli da loro considerati “amministratori problematici”, parafrasando le affermazioni del presidente Maurizio Fugatti, ritenuti responsabili delle 3 catture: quelle dell’attuale Giunta leghista, ma anche di quella che era in carica 10 anni fa quando si decise per il destino in gabbia dell’orsa Dj3.

"Questo orso di pietra è paradossalmente più libero di quelli in carne ed ossa che, a pochi chilometri di distanza, sono intrappolati in una buca di acciaio e cemento" hanno continuato gli attivisti. "La loro condizione è così misera da non poter essere documentata se non illegalmente, dal momento che vige un divieto assoluto di avvicinamento al carcere del Casteller. Trento è quella città in cui un orso finto è circondato da fiori e un bel prato, mentre tre orsi veri sono incarcerati e condannati al carcere a vita. Abbiamo voluto rimediare all'inganno di quell’immagine idilliaca perché un turista non creda che nella nostra provincia viga una pacifica convivenza tra l’essere umano e la fauna selvatica. Vogliamo infatti ricordare anche che la giunta Fugatti non sembra proprio voler cambiare rotta, dato che a febbraio è stato dato il via libera all'abbattimento dei lupi, che non hanno mai aggredito nessun esser umano, e si prepare alla stessa soluzione con gli orsi definiti "problematici". L'abbiamo già ribadito molte volte: non ci fermeremo fino alla liberazione totale. Prossima tappa sabato prossimo, 10 aprile, dalle 15 in piazza Fiera per la  seconda  manifestazione nazionale della campagna #stopcasteller"".

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