Negozi e locali a porte chiuse per risparmiare energia (e malanni)

I consiglieri Coppola e Ghezzi presentano una mozione: porte chiuse negli esercizi pubblici riscaldati d'inverno, e climatizzati d'estate

"Sèra quela porta, che scampa el calt". La saggezza popolare trentina lo sa bene. Ora questa norma di buon senso è diventata una mozione, da discutere in consiglio provinciale. Il "calt" del'antico detto è calore, quindi energia. Risparmiare calore, chiudendo la porta, significa risparmiare energia, risparmiare l'inquinamento che è una delle conseguenze della produzione di (certa) energia. Stesso discorso per il fresco, d'estate.

La mozione porta la firma dei consiglieri Lucia Coppola e Paolo Ghezzi di Futura 2018 e riguarda locali pubblici ed esercizi commerciali. Quante volte capita di vedere, passando nelle vie del centro, la porta spalancata di un locale riscaldato d'inverno, o ancora di più climatizzato d'estate? "Un'abitudine che genera un considerevole aumento del consumo energetico rispetto al normale fabbisogno per la climatizzazione e moltiplica, di conseguenza, le emissioni inquinanti dannose per la salute e l'ambiente. Inoltre, con l’eccessiva differenza di calore fra l'interno e l'esterno di un locale, aumenta il rischio che le persone, specialmente bambini e anziani, si ammalino" scrive Lucia Coppola.

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