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Strage di pecore e sfruttamento dei pascoli: ENPA si costituisce parte civile

Ci sarebbe un sistematico sfruttamento degli animali per non perdere i contributi agricoli dietro alla morìa di pecore in Val di Borzago

"Chi agisce contro gli animali agisce al tempo stesso contro la comunità": l'Ente Nazionale Protezione Animali  ha annunciato di volersi costituire parte civile in un eventuale processo sulla strage di pecore in Val di Borzano. Circa 200 capi, su un gregge di 600, sono infatti morti per cause non ancora del tutto chiare.

Sulla vicenda è in corso un'indagine della Stazione forestale di Spiazzo Rendena, su mandato della Procura. Le pecore erano arrivate dal modenese lo scorso 6 luglio "affittate con la formula del prestito, come fossero attrezzi", scrive ENPA, per non perdere i contributi erogati per il presidio dei pascoli. 

"dL'indagine condotta dall'ispettore Bruno Todeschini ha portato la vicenda in Procura e rischia di scoperchiare un vaso di Pandora di interessi economici che si realizzano sulla pelle di poveri animali sfruttati, nell'indifferenza totale per le loro sofferenze - scrive ENPA - auspichiamo che il processo si concluda con pene esemplari".

In ballo non c'è solamente il maltrattamento degli animali: "Se verranno confermati i sospetti relativi alla gestione dei fondi pubblici saremmo di fronte ad una catena di reati che si aggiungeranno a quelli contro gli animali configurando comportamenti da criminalità organizzata".

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