Giovedì, 29 Luglio 2021
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Orsi trentini, identificata anche F43. Lav: "altri due orsi entrano nel mirino della Pat per essere uccisi"

Sarà un'altra estate di scontri sul tema dei grandi carnivori, in Trentino. La Lega Antivivisezione ha inviato una diffida al presidente Fugatti e chiede l'intervento urgente del ministro Cingolani

A metà luglio un'altra orsa è stata radio-collarata e classificata come "esemplare problematico", in Trentino, gli animalisti insorgono. La mobilitazione social ha anche un hastagh: #bastaorsiuccisi ed entra in azione per salvare M62 e F42, gli ultimi due orsi catturati, radio-collarati e identificati. "Poco più di un anno fa - scrive Lav - l’orsa JJ4 venne condannata a morte dalla provincia di Trento per avere aggredito due cacciatori che, usciti dal sentiero, l’avevano sorpresa in compagnia dei suoi cuccioli. Ma grazie all’intervento della Lav, quell’orsa è stata salvata e ora continua a vivere libera senza avere più dato notizia di sé, confermando che quanto accaduto a giugno 2020 è stato solo un incidente dovuto a fattori esterni e non alla sua indole".

L'attenzione su JJ4 è calata, non l'attenzione di tutti gli animalisti e gli attivisti che, anche recentemente, hanno protestato in piazza perché in disaccordo con le decisioni prese dalla Giunta provinciale, comprese le nuove linee guida con le quali vengono descritti i modi e le motivazioni di intervento. Lav, nella sua continua opera di tutela degli orsi trentini, ha rivelato a metà luglio di essere in possesso di documenti ufficiali che confermerebbero "l’intenzione della provincia di Trento di aprire una nuova estate di fuoco contro due orsi che vivono in quel territorio" si legge nella nota.

Ad andare incontro a questo destino annunciato da Lav sarebbero proprio M62 e F43 , gli ultimi due plantigradi catturati, radio-collarati, identificati e costantemente monitorati dalla Provincia di Trento. Si tratta di un maschio e una femmina che, come il loro fratello M57, hanno imparato ad alimentarsi dai cassonetti dei rifiuti: un comportamento considerato problematico e per il quale le linee nuove guida provinciali prevederebbero l'uccisione.

"Dal momento in cui un orso è identificato nei suoi comportamenti "problematici" (avvicinamento a cassonetti, aree abitate, strutture antropiche etc) - sottolinea Lav -, anche in assenza di episodi di aggressione o minaccia all'uomo, la provincia può mettere in campo due tentativi di "dissuasione", con pallottole di gomma o con l’intervento di cani da orso; esperiti questi tentativi, entro un anno dal primo episodio critico registrato, la Provincia potrà procedere con l’uccisione".

M62 e F43 sarebbero stati sorpresi in più occasioni mentre si alimentavano presso i cassonetti dei rifiuti dell’umido, un comportamento considerato pericoloso perché abitua gli orsi alla vicinanza dell’uomo e alla percezione dei centri abitati come fonti inesauribili di cibo.

“La mancata messa in sicurezza dei cassonetti dei rifiuti da parte della Provincia, che in più di 20 anni non è riuscita a completarne la sostituzione con quelli provvisti di dispositivo anti-orso - dichiara Massimo Vitturi, responsabile Lav, Animali Selvatici - è di fatto la causa della spregiudicatezza degli orsi che in quei cassonetti identificano una mensa a disposizione, al punto da riuscire a superare la loro innata paura nei confronti dell’uomo”.

In tutto il mondo scientifico, spiegano gli animalisti, il controllo delle fonti di alimentazione è il primo compito delle amministrazioni per garantire la sicurezza dei cittadini, evitando allo stesso tempo che gli orsi modifichino i loro comportamenti. Anche nel convegno organizzato ad aprile dalla Lav, nel quale sono intervenuti esperti canadesi e statunitensi, è emerso con forza quanto sia prioritario e necessario azzerare le occasioni nelle quali l’orso può associare il cibo alla presenza dell’uomo.

"Noi - scrivono gli attivisti - chiediamo da sempre che la Provincia di Trento provveda alla sostituzione dei cassonetti con quelli dotati di strutture anti orso, ma solo negli ultimi mesi, a ben ventuno anni dall’avvio del progetto di reintroduzione degli orsi, abbiamo notizia delle prime sostituzioni, quando oramai M62 e F43 erano già stati sorpresi ad alimentarsi in quelli senza protezione.0 È inaccettabile che i due orsi siano condannati a morte per delle responsabilità che sono chiaramente in capo alla Provincia: per questo motivo la Lav ha inviato una diffida al Presidente Fugatti, perché rinunci subito ad ogni ipotesi di uccisione lasciando i due orsi liberi di vivere la loro vita".

Inoltre, Lav ha chiesto al Ministro Cingolani di intervenire in difesa della vita ai due orsi, ricordando che chi lo ha preceduto, Costa, ha sempre avuto una chiara posizione pro-orsi.

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