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Oipa contro la Provincia. Dopo le dichiarazioni di Zanotelli divulga il rapporto Ispra-Muse sugli «orsi problematici»

Comparotto: «Strumentale e decontestualizzato dall’assessore Zanotelli un passaggio in uno studio che afferma molto altro a tutela degli orsi» 

La battaglia di Oipa (Organizzazione internazionale protezione animali) per gli orsi trentini non si ferma. Sit-in e proteste anche figurate, con gabbie e persone travestite da orso, proseguono in piazza a Trento. Un nuovo comunicato stampa è stato inviato nella mattinata di lunedì 25 gennaio e contiene la relazione Ispra-Muse sugli «orsi problematici». 

«L’assessore all’Agricoltura, foreste, caccia e pesca della Provincia autonoma di Trento, Giulia Zanotelli, per giustificare eventuali futuri abbattimenti di orsi ha utilizzato un singolo passaggio del Rapporto Ispra – Muse decontestualizzandolo: uno studio che dice molto altro» si legge nel comunicato stampa. «Per questo motivo, l’Oipa oggi (25 gennaio 2021 ndr) lo diffonde integralmente, invitando anche la stessa Amministrazione guidata dal presidente Maurizio Fugatti a leggerlo e a studiarlo bene».

L’assessore Zanotelli ha affermato in una nota stampa del 22 gennaio che il Rapporto «risulta sostanzialmente in linea con le conclusioni del documento redatto dalla Provincia, confermando che la rimozione mediante abbattimento di determinati soggetti problematici diventa un’opzione necessaria ed inevitabile».

Secondo Oipa, solo tre passaggi dimostrerebbero la tesi della ricerca, che nel complesso affermerebbe come l’abbattimento e anche la captivazione siano misure da adottarsi in casi limite, opportunamente studiati e verificati, come anche previsto dal Piano d’Azione interregionale per la conservazione dell’Orso bruno sulle Alpi centro-orientali (Pacobace).

Si legge nel Rapporto:

-       Tra gli orsi che manifestano comportamenti ritenuti pericolosi, quelli confidenti e quelli che attaccano senza provocazione rappresentano sicuramente una problematica prioritaria per quanto riguarda la prevedibilità e la gestione. Infatti, l’insorgere di tali comportamenti può essere in qualche modo prevista ed evitata in primo luogo tramite azioni di gestione proattive, come la rimozione delle fonti di cibo di origine antropica e, in secondo luogo, tramite azioni reattive su eventuali individui problematici come la dissuasione e, in extremis, la rimozione (tramite captivazione o abbattimento)” (pagina 10).

-       Per affrontare alla radice il problema del condizionamento alimentare e della confidenza la soluzione più efficace rimane sicuramente la prevenzione, quindi la rimozione delle fonti di cibo di origine antropica. In seconda battuta, se ciò non fosse sufficiente ad evitare l’insorgere di comportamenti confidenti, risulterebbe necessario mettere in atto azioni di dissuasione e, se nemmeno queste risultassero efficaci, potrebbe rendersi necessario considerare la rimozione degli animali (pagina 21).

-       Per quanto riguarda la cattura e l’inserimento in cattività degli individui particolarmente problematici, si sottolinea che tale pratica, oltre ad implicare costi molto alti di mantenimento degli orsi e delle strutture stesse, comporta una considerevole abituazione all’uomo, la quale può esacerbare comportamenti a rischio ed esclude ogni possibilità di rilascio in natura (pagina 21).

-       (…) Si ritiene che l’abbattimento, soluzione esplicitamente prevista dal Pacobace e già adottata in passato per la gestione di individui particolarmente problematici, potrebbe rendersi un’opzione necessaria qualora le altre azioni di prevenzione e dissuasione previste da Pacobace risultassero inefficaci (pagina 22).

Delle azioni di prevenzione e dissuasione l’indagine tratta ampiamente nelle Conclusioni (pagine 22 e 23). In sintesi Ispra e Muse scrivono:

-       È pertanto essenziale e prioritario rafforzare gli sforzi tesi a prevenire l’insorgenza di individui potenzialmente pericolosi, in particolare riducendo il rischio di condizionamento alimentare e abituazione all’uomo. (…) Appare anche essenziale rafforzare gli sforzi di comunicazione, tramite un’adeguata e diffusa informazione sui comportamenti da adottare in aree frequentate dall’orso. (…) Si sottolinea inoltre l’importanza di una chiara e mirata segnaletica nelle aree interessate dalla presenza di femmine con i piccoli o di individui con comportamenti potenzialmente pericolosi. (…). Va assicurato un attento monitoraggio della popolazione di orsi che fornisca informazioni di dettaglio sia dei contesti temporali e spaziali in cui si registrino eventuali comportamenti problematici da parte degli orsi sia delle situazioni che richiedano l’attivazione di misure di gestione proattiva (prevenzione) o reattiva (dissuasione e rimozione).

In questo scenario, il Rapporto evidenzia che:

-       Appare infine essenziale e necessaria una migliore e più trasparente rendicontazione da parte della Provincia Autonoma di Trento di tutti gli episodi potenzialmente critici, con dettagli riguardanti le circostanze, le parti coinvolte e altre informazioni utili a ricostruire l’evento in modo il più possibile chiaro ed oggettivo. Tale rendicontazione deve essere tempestivamente resa pubblica al fine non solo di garantire valutazioni tecniche accurate da parte di enti esterni, ma anche di evitare la circolazione di notizie false o inaccurate riguardo tali episodi, che contribuirebbero all’esacerbarsi di conflitti sociali. (pagina 23).

«Ringraziamo Ispra e Muse per aver portato più chiarezza nel delicato tema della gestione degli orsi in Trentino», commenta il presidente dell’Oipa, Massimo Comparotto. «Nell’ultimo anno abbiamo assistito a una gestione convulsa e impulsiva da parte della Provincia autonoma di Trento condotta dal presidente Maurizio Fugatti a colpi di ordinanze di captivazione e abbattimento senza alcuna riflessione etologica e scientifica. Ci auguriamo che questo studio aiuti la Pat a cambiare rotta, su un percorso rispettoso degli animali, troppo spesso vittime di scorretti comportamenti dei visitatori nel loro habitat. Al contempo, a tutela delle greggi e delle fattorie, auspichiamo che siano finalmente messi in atto gli efficaci strumenti di dissuasione, altrove utilizzati con successo».

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