Padre e figlio aggrediti dall'orso: la Lav chiede nuove indagini

Non si ferma la battaglia degli attivisti Lav contro le decisioni e le ordinanze di Fugatti. Ora vogliono che vengano approfondite le indagini

Un'orsa con i suoi cuccioli

Braccio di ferro tra il presidente della Provincia Maurizio Fugatti e la Lav (Lega Anti-Vivisezione). Il Tar Trentino, su impugnazione della stessa, ha sospeso la vecchia ordinanza nella parte in cui prevedeva l’uccisione dell’orsa e Fugatti ha risposto con una nuova ordinanza, emessa l’11 agosto, che cancella la precedente e impone la cattura di JJ4 per rinchiuderla a vita nel recinto del Casteller, dove sono già reclusi gli orsi DJ3 e M57. L'ordinanza, stando a quanto spiegato dai volontari di Lav, sarebbe frutto di un’interpretazione di Fugatti su quanto emerso dalla relazione tecnica del Corpo Forestale Trentino, diretto dalla stessa Provincia, che confermerebbe che l’orsa avrebbe attaccato due cacciatori senza alcuna ragione e per questo il suo comportamento rappresenterebbe la massima gravità nella scala del Pacobace (Piano d'Azione interregionale per la conservazione dell'Orso bruno sulle Alpi centro-orientali).

Orsa Jj4 del Peller, il tar di Trento sospende di nuovo l'ordinanza di abbattimento

Il rapporto della Forestale

«Peccato, però, che a Fugatti siano sfuggite alcune parti della relazione che, se approfondite da adeguate indagini, potrebbero ribaltare completamente il contesto nella quale è avvenuta l’aggressione», afferma Massimo Vitturi, responsabile Lav Area Animali selvatici. I volontari, nel loro comunicato, spiegano che dal rapporto della Forestale emergerebbe che l'orsa si sarebbe accorta della presenza dei due uomini, usciti dal sentiero segnato, solo all'ultimo istante, quando questi sono sbucati dietro un dosso, senza preavviso. Una situazione che avrebbe quindi allarmato l’animale, forse accompagnato dai suoi cuccioli, scatenando così un falso attacco per spaventare i due cacciatori in perlustrazione, che con la loro reazione avrebbero invece provocato lo scontro fisico successivo. La stessa relazione preciserebbe che durante la colluttazione uno dei due uomini teneva in mano un seghetto, che successivamente è stato rinvenuto dai Forestali a terra con la lama spezzata in due e con sopra dei peli di orso. Tutti elementi, secondo gli attivisti di Lav, che farebbero pensare a una situazione nella quale le reazioni delle due persone potrebbero aver fortemente contribuito a trasformare un falso attacco in un attacco vero e proprio.  

La richiesta di indagini approfondite

«Fugatti dimostra ancora una volta di non saper, o voler, gestire la convivenza con l’orso, evidenziando la sua incapacità amministrativa. - prosegue Vitturi - Ha messo in piedi un vero e proprio tribunale di giustizia sommaria, dal quale gli orsi imputati ne escono sempre e comunque colpevoli, destinati a marcire tutta la vita in un recinto. Noi continueremo con il nostro massimo impegno perché sia fatta chiarezza su quanto accaduto e siano avviate ulteriori indagini per verificare se il contesto nel quale è avvenuto l’incontro e le conseguenti azioni compiute dalle due persone coinvolte, siano state le reali cause di quanto accaduto, scagionando così l’orsa e i suoi cuccioli». 

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