Sabato, 25 Settembre 2021
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Green, parte la stagione del cenismento del gallo forcello

Il censimento estivo del gallo forcello avviene nelle prime ore del mattino, con il supporto di cani da ferma appositamente addestrati. L’obiettivo è quello di rilevare il numero massimo di soggetti presenti, in particolare le nidiate per acquisire informazioni sull’andamento della riproduzione

In quota, dove il bosco di larice lascia spazio alle radure e il pino mugo offre una protezione dai predatori. È questo l’habitat del gallo forcello, la cui presenza in Trentino è consolidata in molte aree sin dall’ultima glaciazione. Una di queste, molto particolare, è situata tra il Bondone, la Paganella e il monte Gazza. Qui, a partire da fine agosto, il Corpo Forestale Trentino effettua il censimento annuale estivo in collaborazione con i custodi forestali delle Amministrazioni comunali territorialmente interessate e l’Associazione cacciatori. Compito del personale forestale è quello di garantirne la conservazione mediante accurati monitoraggi e favorirne il miglioramento dello status mediante interventi di miglioramento ambientale degli habitat necessari all’allevamento dei piccoli.

Il censimento estivo del gallo forcello avviene nelle prime ore del mattino, con il supporto di cani da ferma appositamente addestrati. L’obiettivo è quello di rilevare il numero massimo di soggetti presenti, in particolare le nidiate per acquisire informazioni sull’andamento della riproduzione. Il timore, per quanto riguarda questa annata, era dato dalle basse temperature rilevate nelle scorse settimane congiuntamente alle grandinate che si pensava avessero compromesso la conservazione delle uova e quindi la riproduzione. Il primo sopralluogo che gli uomini della forestale hanno compiuto in località Rocce Rosse, a monte delle Viote sul Bondone, ha dato invece un risultato confortante.

L’area individuata per il censimento viene perlustrata dal basso verso l’alto, compiendo un percorso a zig-zag, con l’obiettivo di coprirla per intero. In questa operazione importante è l’ausilio del Gps, installato sul collare dei cani che seguono le tracce lasciate dai forcelli sul terreno: quando l’animale avverte di essere vicino al tetraonide, assume una posizione che i cinofili chiamano “ferma”, che consiste nel tenere la coda dritta, alzare leggermente una delle zampe anteriori e puntare il naso in direzione del selvatico. Si tratta di un segnale inequivocabile che lo strumento elettronico appeso al taschino dell'operatore “traduce” con una vibrazione.

Se il target viene effettivamente raggiunto, la femmina adulta si leva in volo e i pulli la seguono. Uno spettacolo della durata di appena qualche secondo: il tempo necessario di effettuare il conteggio degli esemplari presenti qualificandoli per specie e per grado di sviluppo. Quindi le operazioni proseguono, evitando di disturbare gli animali che sono già stati osservati.

Il censimento richiede un notevole sforzo organizzativo e in questo periodo dell’anno consente di verificare il successo riproduttivo della specie. Si tratta di un’operazione che segue il censimento primaverile, che avviene osservando in lontananza le arene di canto nel cuore della stagione degli amori.

Gli indici di presenza della specie vengono catalogati attraverso un’apposita App: il monitoraggio si protrae per tutto l’anno e questo permette di osservare e monitorare le condizioni della specie ed il suo areale di distribuzione. L’obiettivo dei monitoraggi è di comparare le informazioni raccolte all’interno delle diverse aree campione (ampie circa 20-30 ettari) attraverso procedure ben codificate per raccogliere dati statisticamente confrontabili. In base alle dinamiche di popolazione del gallo forcello, annualmente vengono effettuate le assegnazioni per l’attività venatoria, controllata successivamente nel dettaglio dal personale forestale che opera sul territorio.

I forestali evidenziano il valore dei lavori di miglioramento ambientale: il taglio delle piante e la fresatura dello strato arbustivo sono operazioni fondamentali per evitare che gli arbusti colonizzino le aree aperte facendo venir meno le zone di alimentazione dei tetraonidi”. Per la realizzazione di questi lavori, il Servizio foreste ha attivato interventi in amministrazione diretta ed ha erogato contributi ad altre realtà del territorio, nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale coprendo fino al 100% del costo degli interventi progettati e richiesti a finanziamento.

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