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La grandine sulle mele trentine: la prima ondata aveva colpito 500 ettari di terreni

Coldiretti Trentino Alto Adige lancia l'allarme dopo l'ondata di maltempo di fine luglio

Una delle mele colpite dalla grandine

Il maltempo continua a colpire il Trentino Alto Adige e, oltre ad allagamenti e disagi, lascia i suoi segni indelebili nel mondo dell'agricoltura. "La prima ondata di maltempo aveva colpito oltre 500 ettari di terreni coltivati e questa ulteriore ondata ha recato altri danni che stiamo quantificando con i nostri tecnici" afferma il presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige, Gianluca Barbacovi, osservando quanto accaduto anche a fine luglio, durante l'ultima ondata di maltempo che ha colpito diverse zone del Trentino.

"La caduta della grandine - aggiunge Barbacovi - è l’evento più temuto dagli agricoltori in questo momento perché si abbatte sulle colture prossime alla raccolta con danni irreversibili che fanno perdere un intero anno di lavoro. In pochi minuti c’è chi si è visto distruggere dai chicchi di ghiaccio fino al 100% del lavoro di un anno con drammatiche conseguenze sui bilanci delle aziende agricole".

Ad essere interessati soprattutto meleti e vigneti in Val di Non, Rotaliana, Alta Valsugana e Val di Cembra. In precedenza, erano state colpite anche le zone di Arco e Riva del Garda.

Danni ai meleti a causa della grandine

Dall’analisi di Coldiretti su dati Eswd in riferimento all’ultima ondata di maltempo che sta colpendo le diverse regioni del Nord, emerge che sono triplicate le grandinate in Italia con 11 tempeste di ghiaccio al giorno dall’inizio dell’estate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno con danni per milioni di euro su coltivazioni e strutture agricole.

Come evidenzia Coldiretti, l’estate 2021 registra fino a fine luglio il maggior numero di tempeste di ghiaccio dell’ultimo decennio con un record negativo di 386 eventi con un aumento geometrico rispetto ai 31 del 2012 o ai 27 del 2015. L’incidenza pare essere più marcata dal 2018 in poi quando si registrano 92 grandinate che nel 2019 raddoppiano (198), restano a livelli preoccupanti (120) nel 2020 per poi raggiungere il picco proprio quest’anno.

"A cambiare - osserva Coldiretti - è anche la dimensione dei chicchi di grandine che risulta essere aumentata considerevolmente negli ultimi anni con la caduta di veri e propri blocchi di ghiaccio anche più grandi di una palla da tennis nei casi di eventi estremi come quello che si è verificato in Emilia sulla A1. L’arrivo del maltempo accompagnato dalla grandine mette a rischio la produzione nazionale di frutta estiva che quest’anno ha causa del clima pazzo è stata praticamente dimezzata con cali che vanno dal 40% per le pesche e nettarine fino 50% per le albicocche, rispetto ad una annata normale. La Coldiretti stima un raccolto di pesche e nettarine di circa 722 milioni di chili mentre per le albicocche la produzione crolla a 154 milioni di chili".

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