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La stufa non è un inceneritore: campagna di sensibilizzazione in Valsugana

E' guerra in Valsugana contro la brutta abitudine di "smaltire" parte dei rifiuti domestici nelle stufe: un comportamento sbagliato oltre che vietato dalla legge. Al via le serate di sensibilizzazione per contrastare l'uso improprio di caminetti e "fornasèle"

L'immagine del focolare, caminetto o "fornasèla" che sia, evoca immagini di accogliente tepore domestico ma è noto che dal punto di vista ambientale stufe e camini sono na delle prime fonti di inquinamento dell'aria nelle strette valli di montagna, soprattutto perchè troppo spesso la stufa viene usata come "inceneritore" domestico dentro al quale finisce un po' di tutto: dalle scatole della pizza o peggio ancora del latte (tetrapak) a materiale plastico di vario genere. A questo proposito la Comunità della Valsugana ha dato il via ad una campagna informativa sul territorio con depliant distribuiti negli uffici pubblici e serate di sensibilizzazione. Un comportamento scorretto oltre che vietato dalla legge: l'articolo 256 del Testo Unico dell'Ambiente prevede pene da 3 mesi ad un anno e da 2.600 a 26.000 euro di ammenda per lo smaltimento illecito dei rifiuti...compreso bruciarli nel caminetto di casa.

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