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Val di Non: mille firme per fermare l'ampliamento dei campi e tutelare il paesaggio

L'agricoltura incide sull'ambiente e quindi sulla salute dei residenti ma forma anche il paesaggio, principale risorsa del settore turistico. Il ritorno ad un'agricoltura tradizionale, contro quella "industrializzata" della mela, è l'obiettivo dei promotori della petizione

Sono più di mille le firme raccolte dalla lista civica della Val di Non SAE, salute, ambiente, economia, a difesa del paesaggio noneso contro l'agricoltura "intensiva". A destare le maggiori preoccupazioni sono i prodotti chimici, tra cui i tanto discussi pesticidi, usati nei campi di mele ma non solo: la petizione, lanciata in internet, chiede di preservare le peculiarità ambientali e paesaggistiche dall'agricoltura frutticola intensiva specializzata.

No alla monocoltura della mela, quindi, che rovina il paesaggio con reti antigrandine, pali e serre. I promotori della raccolta firme chiedono inoltre alla Giunta provinciale di bloccare gli ampliamenti di superficie colivata e di istituire un parco agricolo, dove per agricoltura si intende quella tradizionale e non "industrializzata", nei comuni di Amblar, Romeno, Don, Ronzone, Cavareno, Ruffrè, Fondo, Sarnonico, Malosco, Rumo Sfruz, Smarano.

Oltre ad incidere sull'ambiente e quindi sulla salute dei residenti l'agricoltura forma anche il paesaggio, che è indiretta fonte di reddito per il territorio poichè costituisce la risorsa più importante del settore turistico. L'obiettivo dei promotori è di arrivare a duemila firme entro il mese di agosto.

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