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Trento è una foglia, e non può crescere ancora

Presentato il Piano Foglia, studio in vista della variante al Prg. Chiunque può inviare il proprio contributo fino a fine aprile

L'immagine di Trento nel Leaf Plan

Trento è una foglia: si chiama Leaf Plan, in italiano Piano Foglia, il progetto urbanistico partecipato presentato dal sindaco Andreatta come "lo studio che fissa i capisaldi del futuro urbanistico di Trento, frutto di oltre 25 incontri, in cui non solo sono stati individuati gli obiettivi da raggiungere e la loro percorribilità”.

Approvato dal Consiglio comunale, dopo la discussione in Commissione urbanistica, ad inizio marzo il Piano Foglia approda on line: sul portale FuturaTrento - Obiettivi PRG, realizzato in collaborazione con FBK all'interno del progetto Stardust, chiunque può depositare suggerimenti, integazioni ed osservazioni, da domani, 28 marzo, per un mese fino al 27 aprile.

Se Venezia è un pesce, dunque, Trento è una foglia. Questa l'idea avanzata da Mosè Ricci, coordinatore cientifico del gruppo di lavoro dedicato alla variante del Piano Regolatore Generale. La linfa si diffonde attraverso una vena principale lungo l'asse nord-sud, con una chiara, visibile, concentrazione verso la parte sud della città. Verso nord scorre attraverso diramazioni laterali che definiscono, al loro interno, quartieri, funzioni, identità.

Una visione dalla quale emerge chiaramente un bisogno "di cambiamento, di evoluzione qualitativa dell'esistente, di semplificazione" spiega Ricci. Che un'ulteriore espansione della città sia impossibile è chiaro già da tempo. La "foglia" non può crescere oltre i limiti orografici costituiti dalle montagne che fiancheggiano la valle dell'Adige, dove Trento sorge in uno dei punti più stretti.

L'asse nord-sud resta la "via  linfatica" principale, ma anche in questo caso un ulteriore "allungamento" non è pensabile: a nord la città è ormai collegata al territorio comunale di Lavis. A sud si ferma, per fortuna, di fronte alla grande area agricola di Aldeno e di Besenello, una delle più vaste della valle dell'Adige trentina. Non resta che ottimizzare, ponendo un freno, prima che lo faccia la natura, al consumo di suolo, e ridefinire le funzioni delle varie aree in maniera più intelligente. 

Il futuro di Trento è stato riassunto in cinque grandi sfide, spiega una nota: Eco Trento, Trento accessibile, Trento accogliente, Trento smart, Bella Trento. A loro volta, le sfide prevedono 18 obiettivi, che vanno dallo stop al consumo di territorio alla semplificazione delle procedure urbanistiche, dalla salvaguardia del paesaggio al miglioramento della mobilità. Dagli obiettivi discendono 61 strategie, piste da seguire e indicazioni di carattere operativo per rendere concreti gli intenti del documento.

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