Gatto selvatico sul Bondone: è la prima testimonianza della sua presenza in Trentino

Prima testimonianza in Trentino nella storia recente: ecco l'immagine della fototrappola sul Monte Bondone

Dopo la lince e lo sciacallo dorato è il turno del gatto selvatico: l'immagine, scattata da una fototrappola posizionata per monitorare i movimenti dell’orso bruno, è la prima prova della sua presenza in Trentino. "Un evento storico che si inserisce nel quadro di espansione della specie nel Triveneto e che sta suscitando grande interesse e curiosità a livello nazionale - scrive in una nota il Servizio Foreste e Fauna - stiamo parlando del gatto selvativo europeo (Felis silvestris), specie particolarmente protetta dalla normativa europea".

La foto, spiega la nota, risale al 5 dicembre 2017 (anche se si legge 5 gennaio 2018 ndr). E' stata diffusa oggi dopo aver accertato che si tratta di un Felis Silvestris, un gatto selvatico. Faqcile confonderlo con un gatto domestico "tigrato". 

"Il gatto selvatico europeo si distingue dal gatto domestico per vari caratteri interni ed esterni, ma anche il solo esame del disegno e del colore del mantello consente di riconoscerlo con precisione. Ciò ha permesso di identificare l’animale ripreso dalla fototrappola - prosegue il comunicato - In particolare i principali elementi distintivi sono la coda clavata con anelli neri distintamente staccati uno dall’altro, la striscia nera vertebrale che si arresta prima dell’origine della coda, le orecchie color ocra senza apice nerastro, quattro strisce nere nella regione occipito-cervicale, due per lato, quattro strisce toraciche verticali nere ed il colore fieno che costituisce lo sfondo del mantello".

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E’ il primo dato di presenza di questa specie in Trentino, la cui origine resta incerta, forse legata alla popolazione presente nella vicina provincia di Belluno. Per il Trentino non sono noti neppure dati storici di presenza del felide. Negli ultimi trent’anni la specie è divenuta sempre più comune sulle Prealpi trevigiane e bellunesi, dove ha recentemente raggiunto il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, il Col Visentin e la Val Cordevole.

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