Orso e lupo in Trentino: tutti i dati. La spesa per la prevenzione supera quella dei danni

E' stato pubblicato l'annuale Rapporto Grandi Carnivori: ecco i numeri degli esemplari presenti, ma anche degli indennizzi e degli investimenti in prevenzione

In Trentino ci sono almeno 39 orsi la cui presenza è accertata e documentata, ma la popolazione è stimata tra i 60 ed i 78 esemplari. La diminuzione degli esemplari accertati, rispetto ai 43 dell'anno precedente, è dovuta alla decisione di interrompere il monitorggio sistematico, attraverso trappole, nel 2018 a favore di quello opportunistico, ovvero con il  solo rilevamento di tracce organiche ritrovate in natura. 

I dati sono contenuti nel Rapporto Orso pubblicato nei giorni scorsi dalla sezione Grandi Carnivori del Servizio Foreste e Fauna. Una presentazione che quest'anno è avvenuta un po' "in sordina", data la decisione della nuova assessora alle Foreste Zanotelli di non tenere la consueta presentazione pubblica al Muse.

Il 2018 si è rivelato un anno con un alto tasso di natalità tra gli orsi trentini. I cuccioli sono più di 20, tra i 21 ed i 23 stimati. In conseguenza di ciò, nonostante la diminuzione del numero minimo accertato, il trend della popolazione ursina è in crescita, peraltro costante negli ultimi 4 anni. Popolazione che, anche quest'anno, rimane confinata nel Trentino occidentale.

Diverso il discorso per il lupo, passato da tre a sette branchi nel corso di tre anni. Gli esemplari stimati sono 35, ma occorre tenere conto che la maggior parte dei branchi gravita tra Trentino e Veneto, oppure al confine con l'Alto Adige, ad esclusione del branco dell'Alta Val di Non.

Nel 2018 sono stati accertati 222 danni da grandi carnivori dei quali 157 da orso e 65 da lupo. Nel 97% dei casi alla denuncia di danno è seguito un sopralluogo del personale forestale, che ha redatto il verbale di accertamento. Sono stati complessivamente liquidati 171.567 euro di cui 94.977 per danni da orso e 76.589 per danni da lupo.

Il vero boom è nelle richieste di finanziamenti per opere di prevenzione quali recinzioni, anche elettrificate, e cani anti-lupo. Si è passati da poco meno di 80.000 euro di contributi di questo tipo nel 2017 a quasi 150.000 euro nel 2018. Si tratta però, è bene ricordarlo, di attrezzature fornite in comodato d'uso gratuito o di finanziamenti in conto capitale.

A questa cifra vanno aggiunte le spese per opere sperimentali oppure realizzate attraverso il PSR, Piano di Sviluppo Rurale europeo. Considerando questo tipo di opere l'investimento in prevenzione del 2018 arriva a 254.390 euro.

In tutte le malghe in cui sono state realizzate recinzioni elettriche per la protezione del bestiame bovino non sono mai avvenute predazioni, sia a danno del bestiame  protetto sia di quello non protetto, si legge nel rapporto. Per la protezione del bestiame ovino e caprino la soluzione più utilizzata è quella dei cani da guardianìa: sono 57, distribuiti in 23 aziende agricole, di cui 24 consegnati nel 2018.

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