Casa, in arrivo contributi provinciali per l'efficientamento energetico

Contributi per 65.000 edifici, ecco il piano messo in campo dalla Provincia

Nuovi criteri per l'assegnazione dei contributi proviciali per l'efficientamento energetico: si stima che potranno essere circa 65.000 le abitazioni che potranno beneficiare dei nuovi contributi, approvati dalla Giunta lo scorso 7 febbraio.  "I nuovi criteri di assegnazione dei contributi - ha affermato il vicepresidente e assessore all'ambiente Mario Tonina alla conferenza stampa di presetazione - ampliano la platea dei beneficiari dando ulteriore sviluppo e prospettiva ad un lavoro di squadra iniziato negli anni scorsi e che potrà contribuire a far ripartire l'economia e portare benefici complessivi per tutti".

Dal 2 marzo, potranno fare domanda tutti gli edifici costruiti prima del 1993 rientranti nella definizione di condominio secondo il codice civile, ovvero tutti gli edifici che presentano almeno due appartamenti e una parte comune. Si parla di circa 65.000 edifici su tutto il territorio provinciale. Gli edifici fino alle 8 unità immobiliari, che per legge non sono obbligati ad eleggere un amministratore condominiale, dovranno in ogni caso nominare un rappresentante per seguire l'iter delle pratiche. Sarà inoltre necessario avere un conto corrente condominiale e registrare il codice fiscale del condominio. Inoltre, nei casi di edilizia abitativa sociale, potranno beneficiare delle agevolazioni anche i singoli soggetti privati proprietari delle unità immobiliari, per le sole quote millesimali di loro competenza. Gli interventi dovranno ridurre il consumo di almeno il 30%.

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Dal 2016 ad oggi, grazie alla sinergia sul territorio con gli attori della filiera della riqualificazione energetica, a fronte di circa 5 milioni di finanziamenti pubblici in forma di contribuzione, sono stati investiti circa 30 milioni di euro per lavori di riqualificazione, 21 dei quali erogati attraverso mutui. I contributi sono garantiti per tutto il 2020 e si prevede di confermarli anche negli anni a venire. nel 2016 quasi l’80% dei finanziamenti era per lavori sul solo impianto termico, e solo poco più del 20% riguardava anche l'involucro. Nel 2019 le percentuali si sono invertite: gli interventi sugli impianti erano poco più del 20% e quasi l'80% erano richieste per cappotti o interventi combinati. "L’obiettivo è di spingere ulteriormente sulla riqualificazione, puntando ad ampliare e a migliorare la tipologia degli interventi finanziati, in modo da incidere in maniera sempre più forte sulla riduzione dei consumi attribuibili al settore privato" ha spiegato la dirigente dell'Aprie Laura Boschini.

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