Dai rifiuti organici combustibile per 64 autobus di Trentino Trasporti

L'ambizioso progetto è stato presentato ieri dall'assessore Gilmozzi, l'obiettivo è arrivare a trattare il 100% dell'umido trentino per coprire il fabbisogno dei mezzi pubblici a metano, che passeranno da 42 a 64 entro il 2018

Il 100% del rifiuto umido trentino, e parte di quello bolzanino, trattato negli impianti di Faedo e di Rovereto, per ottenere gas combustibile con il quale alimentare i mezzi a biometano di Trentino Trasporti, che passeranno da 42 a 64.

La novità è stata presentata ieri dall'assessore all'ambiente Mauro Gilmozzi e da Andrea Ventura, amministratore delegato di BioEnergia Trentino, la società che attualmente tratta i 2/3 del rifiuto organico trentino, quasi 34mila tonnellate all'anno, producendo scarti che vengono utilizati come concime e biogas, la  cui combustione produce ad oggi energia pari a 8,5 milioni di kilowatt.

Anzichè essere bruciata per alimentare centrali elettriche questa frazione sarà in futuro utilizzata come combustibile per gli autobus di Trento e Rovereto. Un progetto ambizioso che prevede, a regime, la totale "autonomia" per quanto riguarda i mezzi pubblici a biometano.

Il gas, ottenuto da fonti rinnovabili, arriverà all'autorimessa di Trentino Trasporti attraverso il metanodotto Snam, percorrendo i 10 chilometri che separano il biodigestore di Cadino, nel Comune di Faedo, dal terminale del traspoto pubblico. Il progetto sarà terminato entro il 2018 ma l'ampliamento dello stabilimento di Faedo è già in fase di conclusione. 

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