menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Sul Bondone il primo allevamento italiano di grilli da tavola

A Garniga Terme Vittorio Friz alleva quattromila insetti destinati all'industria alimentare. E' il primo in Italia a puntare sui grilli. Un business globale che entro il 2019 raggiungerà i 290 milioni di euro

Quattromila grilli da allevamento. Il primo vivaio di insetti per l'industria alimentare nasce in Bondone, a Garniga Terme, grazie all'impegno di Vittorio Friz, ex manager bolzanino del settore alimentare. La svolta è arrivata dopo l'infarto. Risvegliatosi da un coma lungo un mese, Friz è tornato al maso di Garniga Terme ereditato dai genitori per coltivare frutta e ortaggi a chilometro zero. E diventare pioniere italiano dell'allevamento di insetti.

La sua start-up "Insecta", nata nell'autunno 2015 collabora con la Libera università di Bolzano, ha ricevuto un finanziamento per l'innovazione della Provincia autonoma e ha deciso di partecipare a un bando europeo. Le istituzioni continentali, infatti, cominciano a credere nel mercatto degli insetti edibili, e a dar seguito alle raccomandazioni della Fao, che vi vede la possibile soluzione della fame nel mondo.

Nutrirsi di insetti è comune nell'80% dei Paesi mondiali, e sarebbero circa 2 miliardi le persone che seguono questa dieta che, in quanto a valori nutrizionali, non ha niente da invidiare alla carne più comune nel mondo occidentale. Per 100 grammi di grilli, infatti, ce ne sono 21 di proteine, non molti meno dei 26 che si contano in un etto di manzo. In compenso gli allevamenti sono molto più sostenibili: emettono molto meno gas serra, sono contenuti in spazi molto più ridotti (quello di Friz è contenuto in un terreno di 1.500 metri quadri), e richiedono 1 dodicesimo del cibo necessario per allevare una mandria o la metà di quello utili a ottenere una quantità di proteine simile da maiali o polli.

Secondo un report pubblicato nel 2014 dagli analisti di "New nutrition business", l'industria degli insetti commestibili supererà i i 290 milioni di euro entro il 2019. Un business potenziale che in molti Paesi è già una realtà. Negli Stati Uniti, per esempio, sono stati fatti passi da gigante da quando, negli Anni 60, la North american company reese finer foods di Chicago iniziò a vendere come cibo esotico formiche, bruchi, cavallette ricoperti di cioccolato, patatine fritte alle cavallette e ai bachi da seta, bruchi arrosto.
 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Non solo Santiago: ecco cinque cammini in Trentino

Attualità

Quando saluteremo il coprifuoco: le ipotesi

Attualità

L'estate 2021 tra distanziamento e mascherine: come sarà

Ultime di Oggi
  • Attualità

    Cucciolo di orso trovato morto sul Monte Bondone

  • Cronaca

    Bollettino coronavirus, i dati del 6 maggio

Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

TrentoToday è in caricamento