Più donne nei libri di Storia: la proposta della Commissione Pari Opportunità

Parte dal Trentino, ma è stata diffusa a livello nazionale, la proposta di inserire più figure femminili nei libri di Storia

Eleonora d'Arborea, la prima legislatrice della Sardegna

I libri di storia presentino più figure di donna per superare gli stereotipi di genere. Arriva dal Trentino, ma è stata lanciata a livello nazionale, la proposta per riformare i testi scolastici di storia per includere, o meglio valorizzare, le tante donne che hanno fatto la Storia, in Italia e nel Mondo.

La Duchessa Anna di Bretagna, Eleonora D'Arborea o, per rimanere in Trentino, Margherita Boninsegna, la compagna, nella vita e fino al patibolo, di Dolcino da Novara. Sono solo alcuni nomi che vengono in mente, oltre alle sovrane delle più grandi monarchie europee, da Isabella di Castiglia alle regine inglesi. La riscoperta di figure-chiave al femminile è stata anche al centro dell'annuale Festival del Medioevo, da poco conclusosi a Gubbio.

La proposta è stata lanciata dalla presidente della Commissione Pari Opportunità della Provincia autnoma di Trento, Paola Taufer, all'ultima assemblea della Conferenza nazionale degli Organismi di parità regionale. 

"L'Italia è al 70° posto nel mondo per quanto riguarda il gender gap, che ricordiamo essere una delle più grandi disuguaglianze del Pianeta, che opprime il benessere delle donne e non permette di progredire verso la parità - si legge in una nota della Commissione - La Presidente della Commissione Pari opportunità della Provincia di Trento, Paola Taufer, ha proposto un'iniziativa, accolta molto positivamente dalle altre presidenti, di ricerca di figure femminili nella storia, con lo scopo di modificare i libri di testo inserendo anche tali figure.

"Questo progetto parte dalle realtà locali, per poi unificarsi a livello nazionale - ha detto la presidente Taufer -. Infatti, a partire  dalla scuola dell'infanzia in poi si studia su libri che ripropongono sempre personaggi maschili e stereotipi di genere. Il progetto è ambizioso, ma i tempi sono quelli giusti, poiché la violenza si combatte anche sradicando i principi degli stereotipi e infondendo più fiducia nelle  bambine,  che hanno bisogno di modelli femminili importanti".

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