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Diritti in movimento, ecco il programma dei primi due incontri

La manifestazione è promossa dal Comune di Trento, e promuove riflessioni e testimonianze su genitorialità e tematiche Lgbt+

Palazzo Geremia ospiterà gli incontri

Andranno in scena venerdì 27 agosto e giovedì 2 settembre a Trento i primi due incontri di 'Diritti in movimento'. Una rassegna, proposta da associazioni del territorio in collaborazione con il Comune di Trento, per confrontarsi e dialogare sui diritti e sul loro riconoscimento nella vita quotidiana.

Già dal 2013 il Comune di Trento ha aderito alla Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere (RE.A.DY). Una scelta - sottolinea il Comune in una nota - maturata dalla consapevolezza che sono necessari un impegno costante e un lavoro congiunto, con e tra le diverse associazioni ed enti locali, per combattere una cultura che nega le diseguaglianze nei diritti e nelle opportunità, e promuovere una cultura dell'accoglienza, del riconoscimento reciproco e inclusiva delle differenze.

I primi due incontri di 'Diritti in movimento' vedono come organizzatori A.Ge.D.O. Trentino e Associazione famiglie Arcobaleno, con due serate dedicate a riflessioni e testimonianze su genitorialità e tematiche LGBT+. Gli incontri saranno ospitati nel giardino di palazzo Geremia e per partecipare sarà necessario esibire il Green pass.

Incontro con l'autore

Venerdì 27 agosto alle 20.30, Famiglie Arcobaleno Trentino-Alto Adige presenta il libro di Mattia Zecca 'Lo capisce anche un bambino – Storia di una famiglia inconcepibile' (Feltrinelli Editore, 2021), miglior libro al festival Cinema & Letteratura “Del racconto, il film”, DRIFFestival Puglia 2021.

Saranno presenti l’autore, Mattia Zecca, avvocato a Roma e originario di Lecce, Giuseppe Lo Presti, referente Famiglie Arcobaleno del Trentino Alto Adige, e Lucio Fava Del Piano, giornalista. Modera l’incontro Federico Zappini, libraio Due Punti di Trento e consigliere della circoscrizione Centro storico Piedicastello.

Il mondo che questo libro invita a esplorare è quello raccontato dalla voce di un padre, ma osservato con gli occhi di Lorenzo e Martino, due bimbi che condividono la stessa cameretta, la stessa storia di amore, determinazione e cura e, soprattutto, gli stessi genitori: papà Mattia e papà Nicola. È la fantastica storia vera, insomma, di una famiglia come le altre: una famiglia felice che, convinta di essere trasparente, una tra le tante, scopre invece di essere invisibile per la legge.

Famiglie Arcobaleno è un’associazione indipendente nata nel 2005 e composta da coppie o single omosessuali che hanno realizzato il proprio progetto di genitorialità, o che aspirano a farlo. Lotta contro ogni forma di discriminazione affinché la genitorialità omosessuale sia riconosciuta nell’ordinamento giuridico e nella società italiana e i figli siano tutelati nei loro affetti e nei loro beni.

Genitorialità e famiglia Lgbt+

Giovedì 2 settembre alle 20.30 secondo appuntamento con la tavola rotonda organizzata da A.Ge.D.O Trentino (Associazione di genitori, parenti, amici di persone lesbiche, gay, bisex, trans e con altre identità sessuali) sul tema Due volte genitori: i genitori di figli Lgbt+raccontano la scoperta di una genitorialità inattesa.

A.Ge.D.O è un’organizzazione di volontariato nazionale, con sede a Torino, che si articola sui territori ed è presente in tutte le regioni e maggiori città italiane.

Le testimonianze personali di sei genitori dell’associazione consentirà di rappresentare uno spaccato degli incontri di gruppo, dimensione di grande importanza per le persone e le famiglie Lgbt+.

Cosi si raccontano i genitori di A.Ge.D.O: “Ci consideriamo due volte genitori, perché dopo quella biologica abbiamo avuto l’occasione e la fortuna di rinascere alla genitorialità, attraverso il coming out e il coraggio delle nostre figlie e figli. Dopo l’iniziale smarrimento per un modo di essere dei nostri figli e figlie del tutto inatteso, del quale nessuno ci aveva mai parlato, ci siamo messi in gioco ed è sorto in noi il bisogno di conoscere questi modi di essere, queste specifiche identità sessuali. Siamo usciti dall’isolamento, abbiamo fatto gruppo e condiviso le storie delle nostre famiglie e siamo così giunti alla accettazione piena e incondizionata dei nostri figli così come sono, consapevoli della naturalità di queste varianti della sessualità umana. In questo modo è cresciuto l’amore per le nostre figlie e figli, il riconoscimento del loro valore e della loro bellezza indipendentemente dal loro orientamento sessuale o dalla loro identità di genere”.

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