Speciale annullo filatelico dantedì 2021

Dopo il prestigioso riconoscimento del patrocinio da parte del Comitato Nazionale per le celebrazioni per onorare la ricorrenza del 700esimo anniversario dalla morte di Dante Alighieri, comitato istituito ai sensi del comma 1, dell'art.2, della legge 12 ottobre 2017, n. 153, dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, unica istituzione culturale provinciale (e una delle sole due regionali) a poter fregiarsi di questo autorevole riconoscimento, l’Associazione Castelli del Trentino ha ricevuto anche l’okay da Poste Italiane per l’annullo filatelico speciale in occasione del Dantedì del prossimo 25 marzo 2021.

La premiere dello stesso avverrà nella stessa data presso l’Ufficio Postale di Mezzolombardo a cura della responsabile della sezione filatelia delle Poste Centrali sig.ra Daidone e del Presidente dell’Associazione Bruno Kaisermann, proprio in occasione del secondo Dantedì nazionale. Come noto la stagione culturale di quest’anno è ispirata al tema di Dante Alighieri, maestoso e notissimo personaggio del medioevo italiano, e che ancora oggi riesce a ispirare e coinvolgere studiosi e cultori che indagano sull’attualità dei messaggi presenti nelle sue opere, in occasione della celebrazione nel 2021 dei 700 anni dalla morte.

La presentazione nelle intenzioni dell’Associazione, avrebbe dovuto coincidere con la serata de “gli incontri del giovedì” tenuta dal prof. Bagnaresi in Sala Spaur a Mezzolombardo, ma a causa del Covid come noto anche questa conversazione è stata anticipata al giorno precedente in modalità a distanza.

Questo non fa venir meno la soddisfazione di poter celebrare il Dantedì in una modalità unica nel suo genere, destinata a rimanere in modo duraturo, non solo negli ambianti filatelici, e ad abbinare il nome del Comune di Mezzolombardo a quello dell’omaggio al Sommo Poeta.
Per l’occasione, a cura della Tipolitografia Lithodue di Mezzolombardo è stata riprodotta in copia anastatica, una cartolina di Mezzolombardo agli inizi del ‘900, con un’immagine della via principale e lo stemma comunale con le chiavi decussate di san Pietro; a lato vi è un inserto che rappresenta il famoso monumento a Dante eretto nell’omonima piazza a Trento, con in esergo i notissimi versi di Carducci “…Ed or s’è fermo, e par che aspetti, a Trento…” tratti dall’ode “Per il monumento di Dante a Trento. XIII settembre MCCCXXI”.

Il collegamento fra Dante e Trentino parte dalla Pro Patria, società nata a Rovereto nel 1886 per merito di Augusto Sartorelli, che faceva appello a tutti i trentini affinché “si unissero in una comune azione di difesa della lingua e della cultura italiane contro l’opera promossa dallo Schulverein austriaco” ed ebbe grande successo di adesioni non solo nelle città di Trento e Rovereto ma anche nelle valli. Questa capillare diffusione smentisce le convinzioni circolanti nella storiografia meno recente e allontana le datate ed errate impressioni ucroniche sul territorio trentino dell’epoca. Anche a Mezzolombardo, ad esempio, già il 26 aprile 1886 venne creata una sezione della Pro Patria, una delle prime in Trentino, solo pochi mesi dopo la fondazione a Rovereto.

Come noto un decreto del 17 luglio 1890 della Luogotenenza di Trento sciolse la società dopo solo quattro anni di attività; il motivo fu trovato nell’invio di un telegramma alla società Dante Alighieri sorta nel Regno d’Italia l’anno precedente con il programma statutario di “tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiana al di fuori del Regno”. Al suo posto nascerà la Lega Nazionale che da statuto doveva «promuovere l’amore e lo studio della lingua italiana e soprattutto l’istituzione e il mantenimento di scuole italiane entro i confini dell’Impero, in luoghi di popolazione mista, specialmente sul confine linguistico”. Anche in questo caso è da sfatare un’opinione molto diffusa, secondo la quale le associazioni legate ai valori dell’italianità fossero espressione dei centri maggiori di Trento e di Rovereto, mentre le valli sarebbero state compattamente fedeli all’imperatore e meno inclini a favorire l’italianità del Trentino; a riprova si può citare la documentata la presenza -nel 1908!- di comitati femminili della Lega Nazionale non solo nella città di Trento e Rovereto, ma anche ad Arco, Pergine, Malè e Mezzolombardo.

Nel 1899 fra l’altro si tenne a Mezzolombardo il VI congresso degli Studenti Trentini in presenza delle massime autorità politiche comunali e il locale della riunione era festosamente addobbato con una statua di Dante circondata dagli stemmi delle città e borgate trentine. Ricordiamo ancora che il professor Alberto Eccher dall’Eco di Mezzolombardo, nota figura di educatore-soldato, fu presidente dal 1903 al 1908 del comitato fiorentino della Dante Alighieri, ed in quella veste svolse un’opera decisa, tenace, infaticabile, per difesa del patrimonio ideale della Patria; per raccogliere risorse per la Dante Alighieri promosse conferenze, rappresentazioni ed esperimenti sulle novità scientifiche; al suo rientro nel paese natale nel 1924 destinò alla sezione di Trento della società un cospicuo lascito a fini educativi.

Gesto di grande generosità che faceva seguito a quello del 1906, segnalato da Sartorelli, quando l’Eccher aveva offerto una somma per l’erezione a Rovereto di una colonna con il Leone di Venezia, a memoria della felice dominazione della Serenissima sulla città: di questo non se ne fece nulla per il timore che il governo austriaco vi scorgesse una provocazione nazionale. Con più astuzia ci si risolse nel decorare con un Leone andante in rilievo dorato, opera di Augusto Sezanne, la facciata della loggia, di artistica ispirazione veneziana, sede della Cassa di Risparmio, già Palazzo Del Ben, antica residenza privata di questa famiglia, poi ampliato nel XVI secolo dai Conti d’Arco; in ciò trovandosi in accordo il Podestà, il Barone Malfatti, anche se poi invece esso finì sulla balconata interna del Palazzo Pretorio, altro palazzo di epoca veneziana. Tanti fil rouge che legano il Trentino ottocentesco e di inizi novecento a Dante.

L’accostamento delle due immagini, cronologicamente quasi coeve non è quindi casuale, ma sintetizza la vicinanza a quanto ha rappresentato la figura di Dante anche nel periodo storico nel quale l’effervescente dinamicità imprenditoriale rotaliana si muoveva all’interno dell’Impero austro-ungarico.

L’annullo che verrà subito utilizzato per affrancare la posta del giorno rimarrà attivo sino a fine marzo, mentre verranno affrancate e annullate le cartoline a tiratura limitata.

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