Paolo Rossi apre la stagione del Teatro all'aperto

Il nuovo spettacolo di Paolo Rossi, prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano, andrà in scena il 1 luglio in Piazza Battisti, nell'ambito delle iniziative estive del "Teatro Capovolto".

“Pane o libertà. Su la testa” unisce stand up a commedia dell’arte e commedia greca. Uno spettacolo con un sottotitolo che viene da lontano, coniato da Rossi nel 1992 per la trasmissione che lo consacrò come il più rock tra i comici italiani e che ora diventa il nome di un progetto intrapreso da Rossi e dallo Stabile di Bolzano che comprende un tipo di azione teatrale ad alta valenza sociale. «Il titolo “Pane o libertà” invece l’ho ripreso da un libro, ma non vi dico qual è. Lo trovo molto emblematico: si impone la scelta tra mangiare, vivere o avere la libertà»  spiega Rossi. Agile, dirompente, sfuggente alle definizioni di genere e duttile nell’allestimento scenico, “Pane o libertà. Su la testa” ha le caratteristiche di un evento più che di una rappresentazione e si adatta a qualunque luogo voglia ospitare la 'non replica', addirittura il teatro propriamente detto. Lo spettacolo mescola la figura del primo Arlecchino, quello che possedeva il biglietto di andata e ritorno per l’al di là, a quella che fu poi una delle sue evoluzioni come intrattenitore popolare capace di spaziare dalle stalle al cabaret. «Giocando con l’illusione di mettermi sul palco - o su ciò che useremo come tale per bisogno o necessità - sia come attore, sia come personaggio e come persona, rievocherò i miei sogni lucidi, fatti di storie che aiutano a resistere, a scegliere tra il pane e la libertà, o a non scegliere proprio» prosegue Rossi. «Sono storie di artisti che per fortuna ho realmente incontrato nella mia vita. I maestri Jannacci, Gaber, De Andrè, Fo e persino il fantasma della Callas; i comici del derby e altri sconosciuti. Racconterò questi allegri morti che abitano l’interzona che li rende visibili solo a pochi cantastorie che li traducono agli umani. Con l’aiuto dei miei amici saltimbanchi, parlerò di queste personalità fantasmagoriche e poetiche, non controllabili da nessun piccolo o grande fratello che con le loro narrazioni portano conforto, idee per lottare e speranza. Tutto qui. Senza osare più del dovuto nelle imitazioni e nelle parodie, giocando al contrario con le massicce dosi di visionarietà che la favola contiene di suo. Vorrei fare qualcosa che dia al mio essere chiamato comico una via di fuga verso un teatro sociale, nella poesia del buffo e della magia. Roba minima. Tanto per alzare le difese immunitarie del pubblico presente …o meno».

musiche dal vivo Emanuele Dell’Aquila, Alex Orciari, Stefano Bembi

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