Muse, Mammiferi ed epidemie: a M’ammalia 2020 la verità su pipistrelli, lupi e orsi

Pipistrelli, orsi e lupi. Il Muse – Museo delle Scienze aderisce alla dodicesima edizione di M’ammalia, la rassegna italiana promossa dall’Associazione Italiana di Teriologia (ATIt) in collaborazione con l’Anms (Associazione Nazionale Musei Scientifici), con un originale palinsesto di iniziative per far conoscere più da vicino il mondo dei mammiferi, le loro caratteristiche, gli ecosistemi di cui fanno parte e le loro problematiche di conservazione. Tema di quest’anno, «Mammiferi ed epidemie: un anno vissuto pericolosamente».

«Un tema attuale e molto delicato – spiegano i promotori – che affronta una nuova prospettiva dei conflitti tra uomo e animali, non più solo incentrata sugli aspetti economici. Purtroppo, in questo contesto pandemico, molte attenzioni e paure si sono concentrate su un gruppo di mammiferi, i pipistrelli, che avevano faticato a uscire dall’aura di animali malefici e forieri di sventura. Tutto ciò dimenticando che la causa prima della trasmissione di patogeni verso l’uomo è legata a condizioni anomale create da noi stessi. La possibilità di convivere con le specie selvatiche passa sempre più dall’importanza di veicolare un’informazione corretta e sgombrare il campo da false notizie e credenze, utilizzando le esperienze del passato e i risultati delle più recenti ricerche sul fenomeno dello spill-over (“letteralmente il salto di specie di un agente patogeno, nel nostro caso il passaggio di un virus dagli animali all’uomo”)».

Sfida, quella di informare i cittadini sulla fauna selvatica, sulle problematiche ad essa connessa e sulle strategie più adeguate per la convivenza, che il Muse abbraccia da anni, sia nell’attività di ricerca che nelle tante iniziative di divulgazione scientifica. Non è un caso, dunque, che la nuova edizione di M’ammalia si apra con il primo appuntamento stagionale dei «Mercoledì per parlare di fauna», format tra i più longevi e seguiti del museo, questa volta in un’inedita veste solo online.

Mercoledì 4 novembre 2020 alle 20.45, in diretta sulla pagina facebook del museo, si confronteranno alcuni dei maggiori esperti di conservazione e gestione di orsi: Vincenzo Penteriani, ricercatore presso lo Csic (Spanish Council of Scientific Research) ed editor associato della rivista scientifica Ursus, e Mario Melletti, ricercatore e membro dei gruppi African Buffalo Initiative Group e Wild Pig Specialist Group della Iucn (International Union for the Conservation of Nature). Al Muse, per l’occasione, presenteranno in anteprima assoluta il volume di prossima uscita “Bears of the World – Orsi dal mondo”. Il libro, frutto della collaborazione di circa 200 esperti a livello mondiale, tratta dell'ecologia, conservazione e gestione di tutte le specie di orsi del mondo, passando dalla lunga storia di interazioni con l'uomo ai rischi che minacciano la conservazione di questi animali. A moderare l’incontro, Paolo Pedrini, responsabile della Sezione Zoologia dei Vertebrati del Muse

Giovedì 5 novembre, alle 18, il secondo appuntamento – sempre in diretta facebook - dal titolo “PPP: pipistrelli, paure e pandemie”, questa volta dedicato al mondo dei chirotteri. L’occasione per fare il punto su un ambito che in tempi recenti ha suscitato grande allarmismo: il presunto ruolo dei pipistrelli come punto di partenza di patologie virali che possono diffondersi nella nostra specie. Ad affrontare l’argomento, Osvaldo Negra, zoologo e mediatore del Muse, e Stefania Leopardi, veterinaria dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.

Infine, sabato 7 e domenica 8 novembre, dalle 10 alle 19, il Muse allestirà al terzo piano del museo un corner scientifico dedicato ai grandi predatori dal titolo “Un'epidemia di paure: tutta la verità su orsi e lupi”. Un angolo ricco di video, immagini e reperti, e un'esperta a disposizione per conoscere più da vicino orsi e lupi. “Perché sulla convivenza con i grandi carnivori tanto si è fatto, ma tanto rimane ancora da fare. E la prima cosa è fare chiarezza su dubbi, falsità e reali problematiche”, sottolineano gli esperti del Muse.

L’attività non richiede la prenotazione ed è compresa nel biglietto d'ingresso.

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