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La storia dell'alimentazione in ambiente alpino in una mostra

L'esposizione per tutta l'estate a Villa Welsperg, nel parco di Paneveggio e delle Pale di San Martino: tradizione e cultura del cibo in tempi di fame vera: "Col bèl no se magna", è il titolo della mostra

È stata presentata stamani in Provincia la mostra "Col bèl no se magna - Storia e memoria dell'alimentazione in ambiente alpino", che il Parco naturale Paneveggio-Pale di San Martino propone a Villa Welsperg per tutto l'arco dell'estate 2012. Presenti alla conferenza stampa di presentazione Giacobbe Zortea e Vittorio Ducoli, rispettivamente presidente e direttore del parco, nonché Quinto Antonelli, storico e curatore della mostra, assieme a Cristina Zorzi, che è responsabile anche degli allestimenti. La mostra, che è già aperta e che si chiuderà a fine settembre, si avvale della collaborazione della Fondazione Museo Storico del Trentino, della Comunità della Valle di Primiero e della Condotta locale di Slow Food.

 La mostra si presenta come un percorso diviso in stazioni o come un racconto articolato in capitoli. Il cuore della mostra è lo spazio, l’ambiente, i luoghi (dal paese ai pascoli di alta montagna) dove il cibo è prodotto e consumato: una mappa altimetrica evidenzia e colloca i principali prodotti. Dopo lo spazio, il tempo ciclico delle stagioni scandisce la produzione e la trasformazione degli alimenti, che vanno consumati subito o lavorati per durare, per essere conservati. Ma di quando in quando al tempo regolare si sostituisce il tempo storico a turbarlo, ad accelerarlo o ad annullarne l'importanza, come nel caso delle carestie, delle chiusure frontaliere, delle guerre. Terzo capitolo del racconto, lo scambio dei prodotti, la loro commercializzazione, il loro consumo interno o la loro vendita. Lo scambio di saperi rispetto al cibo e alla sua preparazione è il quarto capitolo: emerge qui la cucina orale, quella quotidiana, trasmessa di generazione in generazione attraverso il “saper fare”, l'esempio, i gesti, che viene affiancata dalla cucina scritta, formalizzata nelle ricette e nei ricettari. Il percorso termina nei nostri giorni, quando assistiamo al distacco netto tra territorio e alimentazione e tra consumi e stagionalità. I capitoli sono interrotti da finestre che si aprono ad approfondimenti tematici: storie sul mais, le patate, il maiale, il latte ed il miele. In ultimo, a legare tutto con un filo rosso ricorrono i proverbi che a modo loro ripercorrono i temi della fame, della festa, dei sapori, degli scambi.
 
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