Alle Gallerie di Piedicastello in mostra un secolo di filmati amatoriali

"Usavamo la cinepresa": un viaggio nel Novecento trentino con i filmati amatoriali della collezione della Fondazione Museo Storico

La Gallerie di Piedicastello, sede museale della Fondazione Museo Storico del Trentino, festeggiano gli 8000 visitatori registrati negli ultimi due mesi. Un segno che, a dicembre, i visitatori dei Mercatini non si sono fatti sfuggire l'occasione per visitare il museo cittadino dedicato al passato recente della città, ma che esiste un pubblico stabile che ha fatto registrare numerose presenze ance a gennaio.

Accanto alla mostra su Chiara Lubich, allestita per il centenario della nascita della fondatrice del movimento dei focolari, è possibile visitare, fino al 3 maggio 2020, la mostra “Usavamo la cinepresa: storie in formato ridotto”, un'esposizione in cui immagini, oggetti, suoni del cinema amatoriale accompagnano il pubblico lungo la storia del Novecento.

“Usare la cinepresa”, “riprendere” e essere “ripresi” sono azioni, un tempo comuni a molti, che certamente appartengono al passato. Eppure, esperienza e gesto del “riprendere” altro non sono che la “preistoria” di ciò che oggi facciamo continuamente, usando lo smartphone e postando i nostri video sui canali social. Ecco perché il cinema amatoriale ha una natura simile ai moltissimi materiali che quotidianamente vengono caricati su Youtube, Facebook e gli altri social" spiega Alice Manfredi, responsabile di History Lab per la Fondazione Museo Storico del Trentino.

La mostra è divisa in dieci sezioni dedicate ad alcune delle principali tematiche che caratterizzano i film amatoriali in Trentino: la vita quotidiana e il tempo libero, i viaggi e il divertimento, la montagna e lo sport, i riti familiari e le trasformazioni del mondo del lavoro, della scuola, della società, dei costumi. In scena la Trento degli anni Cinquanta e Sessanta con l'arrivo delle prime automobili in città, i cortei di Lambrette che portavano i trentini nei luoghi di villeggiatura durante il fine settimana, le spiagge del Lago di Caldonazzo, il Lago di Tovel, quando era ancora rosso, il panorama delle Dolomiti, le città che si espandono, i vecchi mestieri e poi ancora matrimoni, momenti familiari, i primi passi dei figli.

Una sessantina di proiezioni che rappresentano solo una piccola parte delle circa 3000 pellicole conservate presso la Cineteca della Fondazione. "Opere" filmiche, e non cinematograiche, realizzate in ambito non professionale a partire dagli anni venti fino agli anni ottanta del Novecento. Particolari anche i formati delle pellicole: se il cinema solitamente adotta il formato 35 mm, il cineamatore preferiva utilizzare i formati più ridotti come il 9,5 mm, il 16 mm, ma soprattuto l'8 mm e il Super 8.

"Questo tipo di cinema - prosegue Alice Manfredi - considerato di serie b forse proprio a causa dell’aggettivo “amatoriale” è stato spesso trascurato dalla storiografia e dall'analisi storica. In realtà sono documenti che costituiscono un prezioso strumento per cogliere come sono cambiati il modo di vivere, i riti sociali, i modelli di comportamento, e il modo di rappresentarsi. Le piccole storie in formato ridotto riprese dagli obiettivi delle cineprese incontrano così la grande Storia.

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La visita al percorso è accompagnata da una colonna sonora composta da alcuni dei brani più famosi della musica italiana. Una playlist di dieci canzoni che ripercorrono gli anni di maggior diffusione del cinema amatoriale per ricreare le emozioni e le atmosfere dagli anni ‘50 e ‘70. La mostra, curata dalla Fondazione Museo storico del Trentino, è visitabile fino al 3 maggio 2020 presso gli spazi espositivi Le Gallerie a Trento da martedì alla domenica dalle ore 09:00 alle 18:00 (ingresso libero).

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