Cultura

Una storia quasi perfetta, Mariapia Veladiano al #TBF16

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrentoToday

«Una storia quasi perfetta» di Mariapia Veladiano è una storia pensata a lungo, metabolizzata e diventata quindi la storia di Bianca, donna bella e affascinante, artista. Il potere di lui diventa prevaricante. Bianca è forte e non si lascia umiliare, sa guardare oltre.

«Scrivo i miei romanzi con tempistiche diverse rispetto ad altri - spiega Veladiano - dando i tempi necessari alla scrittura. Anche ai ragazzi a scuola diamo il consiglio di lasciare la scrittura e riprenderla dopo un po' di tempo, per creare un po' di distanza».

«Una storia quasi perfetta» è nata dall'idea iniziale di una ragazza giovanissima che a 19 anni si iscrive all'Accademia delle belle arti a Venezia e viene sedotta da un docente universitario. Nasce Gabriele. Poi in un primo tempo il romanzo stava diventando una "storia gotica". Quindi si sposta a Vicenza, anche se non viene mai nominata. Diventa insegnante di liceo e comincia a dipingere fiori.

Ma della storia iniziale è stato buttato via tutto. Bianca si innamora di un altro seduttore, la storia trasforma lui e lei in modo significativo. Il seduttore è un seduttore triste, che però dall'incontro ha una scossa.

Gabriele ha 8 anni ed appartiene ad una categoria di bambini in aumento, i bambini "troppo competenti" rispetto all'età perché sanno e vedono delle cose che non dovrebbero vedere e sapere. Hanno una fortissima capacità di resilienza, resistenza allo stress. Bambini che imparano l'arte di non lasciarsi spezzare, per aggirare le crisi.

Gabriele è un bambino molto protetto, attorno al quale è stato costruito un paradiso di relazioni. È un bambino bilingue, che parla in francese ed italiano. Una famiglia molto dissestata, nella quale però relazioni forti e stabili hanno permesso l'andare avanti.

Veladiano ama molto il tema della "riparazione": nelle famiglie se ci sono degli affetti non giudicanti si riesce anche a recuperare da situazioni molto difficili. Paternità e maternità sono al di là della realtà biologica. C'è una responsabilità allargata.

Nel romanzo ci sono tanti fiori e «ci sono dei lettori che mi hanno detto di sfogliare il mio libro guardando su Google le immagini». I fiori hanno i loro nomi, il lui del romanzo no. Bianca è diretta, ma non ingenua.

Nella scrittura di Mariapia Veladiano c'è l'aspetto della cura dei fiori che è autobiografico, così come Vicenza è la sua città. «Qualcosa nelle vicende c'è di autobiografico, diventa narrativo quando non prevale l'io sul personaggio».

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