Cultura

Prima guerra mondiale e mocheni nella prima giornata del Trentinobookfestival 2016

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrentoToday

Il primo conflitto mondiale e storie di modernità dalla Valle dei Mocheni hanno caratterizzato la prima giornata del TrentinoBookFestival di Caldonazzo, con tre incontri giovedì sera alla Casa della cultura. Prima inaugurazione alle 17.30 in piazza Vecchia della mostra dedicata a Roald Dahl, con i ragazzi dell'Istituto Depero che hanno rivisto su tela alcune storie del famoso scrittore per ragazzi. Quindi alla Casa della cultura aperto anche lo spazio di Art4Ca$h, collettivo artistico che si è occupato dei problemi del pianeta, i limiti del nostro sviluppo. Dall'arte modello Ikea, all'albero della vita, attraverso le emozioni del nostro cervello fino ad artcoin, arte che parte dalla difficoltà degli artisti nel guadagnarsi da vivere proponendo ai visitatori di partecipare alla creazione di un'opera. Massimo Libardi, responsabile del Sistema Culturale Valsugana Orientale, dà l'avvio agli incontri letterali del festival portandoci in guerra con i racconti di Paolo Monelli, Robert Musil ed Emilio Lussu. Alle fotografie di Monelli è dedicata una mostra aperta al Municipio di Caldonazzo. Fra i tre scrittori analogie nel raccontare l'alcol come strumento di estraniazione personale durante il conflitto e distanza sul come si affronta il tema della morte. Diego Leoni si occupa del più di un milione di persone (680mila soldati italiani, 450mila austroungarici) che erano in Trentino durante la guerra. Su 180mila morti in montagna si stima che un terzo abbia perso la vita a causa del freddo e di altre calamità naturali.

Infine pubblico numeroso ed attento per ascoltare Claudio Morelli e la "lieve" follia dei suoi racconti fra i limiti del passaggio dall'infanzia all'età adulta, dell'essere fra la città (Pergine) e la periferia (Valle dei Mocheni). Il libro di Morelli edito da Publistampa si intitola "Quando i mocheni giunsero al mare", segno che per l'autore rappresenta un segno di cambiamento epocale, la modernizzazione del Trentino. La modernità è filo conduttore di tutto il libro, che fa capire cosa si è perduto e cosa si è illusioriamente guadagnato. "Scorciatoie e raccontini di una vita in folle" è il sottotitolo, che rimanda ad un carattere ironico, malinconico, distaccato ed autocritico dell'autore.

Un incontro sulla memoria, presentato dal bibliotecario Alessandro Fontanari ed accompagnato dalle letture di Denis Fontanari, che ha sottolineato la lieve follia di alcuni racconti. Come quello che racconta come casa sua fosse stata fino al 1928 caserma dei Carabinieri ed in precedenza sede dei gendarmi austroungarici.

Il libro di Morelli ha in sé anche i limiti, tema guida del Tbf16, il passaggio dalla vecchia comunità all'apertura al mondo, il luogo (Canezza) fra valle e città, il passaggio dall'infanzia all'età adulta per l'esperienza personale. Morelli si è autodefinito un "Oblomoff mocheno", un "finto" pigro o un "mocheno bianco", non considerato mocheno dai mocheni né perginese dai perginesi. Tra i miti che si possono trovare c'è quello dell'infanzia e quello della Fersina, "la torrente", come scriveva Musil in un frammento. Valle dei Mocheni luogo arcano ed ignoto, che diventa significativo, diverso e famigliare.

Il venerdì del festival comincerà alle 17 con 70 storie calcistiche al limite dell'area con Carlo Martinelli. Quindi 3 ospiti nazionali: Sara Rattaro alle 17.50 che parlerà di violenza sulle donne, Wu Ming alle 19 con la guerra fra fronte italiano e francese, Giulietto Chiesa alle 20.10 con i rapporti fra Russia e Occidente nel suo "Putinfobia". Dopo lo spettacolo per bambini alle 20.30 in teatro "Il giornalino di Gianburrasca" chiusura Anni '80 alle 21.30 con i Radiottanta e la presentazione di "'80 L'inizio della barbarie" di Paolo Morando. Programma e informazioni su www.trentinobookfestival.it.

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