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Paolo Mondini

Paolo Mondini

Lite Unione-Sait, Mondini: "Fuori dal coordinamento imprenditori"

Dopo il convegno del Sait a Salisburgo, il presidente dei grossisti trentini chiede ufficialmente l'uscita dell'Unione dall'organismo che rappresenta gli imprenditori di tutte i settori della provincia

Sconcerto e stupore. Sono questi i sentimenti con cui il presidente dell’Associazione grossisti e PMI del Trentino, Paolo Mondini, commenta quanto emerso dal convegno di Salisburgo organizzato dal Sait. E il commento non poteva essere più graffiante: "Fuori dal coordinamento imprenditori. Inutile stare al tavolo con chi ci disprezza, dice Mondini in una nota.

Dopo il convegno del SAIT a Salisburgo il presidente dei grossisti trentini chiede ufficialmente l’uscita dell’Unione dall’organismo che rappresenta gli imprenditori di tutte i settori della provincia: "Ho letto con attenzione – dice Mondini – gli articoli apparsi oggi sui quotidiani riportanti le dichiarazioni del Signor Renato Dalpalù, presidente del Sait: devo ammettere che sono allibito dall’arroganza dimostrata. Questo attacco incondizionato nei confronti dei commercianti, proprio in questa fase congiunturale negativa, risulta quanto meno inappropriato e dimostra un senso di forte debolezza oltre che evidenti difficoltà economiche e di sistema". 
 
"Non siamo soliti – commenta il presidente Mondini – entrare nel merito delle dinamiche delle altre Associazioni ma ci pare evidente che con queste uscite, ormai non più sporadiche, una certa parte del mondo cooperativo cerchi di giustificare ulteriori aiuti che sicuramente andrà a chiedere al proprio entourage politico di riferimento, considerando l’assistenzialismo sfrontato, a dir poco, che in questi anni ha avuto dalla Provincia Autonoma di Trento. Inoltre – prosegue Mondini – ci sembra che se le loro aziende non sono nell’ultimo decennio riuscite a fare profitto (anche nonostante gli aiuti fiscali da sempre loro riservati pure a livello nazionale e nonostante norme urbanistiche e incentivazioni unilaterali) non è per loro libera scelta ma per le loro deficienze strutturali ed una organizzazione farraginosa. Un problema questo, emerso più volte, direttamente attraverso il malessere della base associativa: abbiamo assistito a guerre intestine, fuoriuscite clamorose, dichiarazioni polemiche e altro. Sembrerebbe che lo spirito originale di Don Guetti sia stato snaturato da un sistema di gestione verticistico arrogante e per nulla democratico che pensa più a perpetuarsi (vedi i mezzucci di deroghe statutarie e altri escamotage, per loro stessa ammissione “schifosamente scomodi”) che a tutelare i propri associati. Per non parlare, più specificatamente, di quanto sta succedendo nella loro fase elettiva". 
 
"Indipendentemente da queste vicende che non ci riguardano – conclude Mondini – chiediamo al Signor Dalpalù maggiore rispetto per il nostro lavoro e, se proprio vuole scendere in competizione con il mondo privato (visto e considerato che la  sua società nulla ha ormai del mondo cooperativo) rinunci alle agevolazioni ed agli aiuti diretti e indiretti ricevuti dalla politica trentina, sin troppo evidenti e faziosi; competa ad armi pari con noi, tanto più che i loro prezzi non sono difformi dai nostri e le loro mire monopolistiche fanno parte molto più del loro che del nostro core business. Ovviamente con soldi prevalentemente pubblici e quindi anche nostri". 
 
"Vogliamo vedere se la Giunta provinciale continuerà con questi aiuti faziosi oppure se riconoscerà che la crisi riguarda tutte le aziende, siano pubbliche, private o cooperative e se smetterà di attuare una politica economica in cui ci sono “fratelli” e “fratellastri”. La stessa revisione della legge 17 sembra più una scelta di privilegio che una liberalizzazione e una scelta evolutiva per il settore".
 
"Ringraziamo comunque Dalpalù e la casta che governa il mondo cooperativo (ricordiamo che lo stesso colleziona oltre 30 cariche) perché finalmente potremmo chiedere al nostro presidente Giovanni Bort di uscire dal Coordinamento Imprenditori: siamo stanchi di sostenere una politica economica che, all’interno del Coordinamento, imbriglia la nostra azione sindacale a favore di due lobby ben definite che degli incentivi pubblici fanno man bassa senza poi dare alcun effettivo ritorno alla collettività trentina".
 
"Da parte nostra, categoria economica non certo residuale nel contesto trentino, siamo sempre pronti a confrontarci in un dibattito pubblico, anche televisivo, che potrà dimostrare, con lealtà e trasparenza, la fondatezza delle nostre rimostranze, e che ci permetterà di fare finalmente chiarezza sulla sperequazione di cui siamo vittime e testimoni. Auspicando di poter ricevere la stessa attenzione mediatica riservata al mondo cooperativo, vorrei da ultimo ricordare che la nostra associazione non è solita utilizzare i soldi degli associati per viaggi in località per non dir altro “amene”".
 
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