Giovedì, 18 Luglio 2024
Economia Centro storico

Ammortizzatori: pronti 1,2 milioni. "Sono assolutamente insufficienti"

Un milione 200 mila euro: queste le risorse messe a disposizione per la mobilità in deroga e per la cassa integrazione in deroga. Risorse che però non bastano, hanno detto Artigiani, Confcommercio e Cgil

Un milione 200 mila euro: queste le risorse messe a disposizione per la mobilità in deroga (cioè per i disoccupati ultra 50enni con insufficienti contributi pensionistici che si trovano in difficoltà a trovare un posto di lavoro) e per la cassa integrazione in deroga. Per la mobilità in deroga sono destinati 700 mila euro, mentre per la cassa 500 mila euro. Lo prevede il protocollo siglato da Provincia autonoma di Trento, Confindustria, sindacati, Unione Commercio turismo, Confesercenti, Associazione Artigiani e piccole imprese, Associazione Albergatori, Federazione trentina della Cooperazione e Coldiretti. Il protocollo è basato sull'intesa sottoscritta tra Governo, Regioni e Province autonome il 22 novembre per il 2013: la concessione dei trattamenti previsti per gli ammortizzatori in deroga rimane assegnata alle Regioni e alle Province autonome e sarà effettuata sulla base delle risorse disponibili che, per la Provincia autonoma di Trento, ammontano appunto a 1 milione e 200 mila euro. 

Sono comunque "risorse insufficienti per coprire le necessità, spiega il dirigente del Servio lavoro della Provincia Sergio Vergari. L'auspicio, è stato detto durante la tradizionale conferenza stampa del venerdì tenuta dalla Giunta provinciale (era presente il solo presidente facente funzione Alberto Pacher), è che il Governo che uscirà dalle urne ci metta altre risorse, almeno un altro milione, entro febbraio-marzo. Accanto al milione e 200 mila euro (risorse statali che però, come nel 2012, saranno autorizzate a livello regionale e l'Inps stanzierà) vanno comunque calcolate tutte le misure anticongiunturali adottate negli ultimi mesi dalla Provincia. Ma la situazione di difficoltà attuale, ha detto Pacher, "ci accompagnerà nel corso del 2013. Ed il rischio è che con l'acuirsi della crisi si possano indebolire i meccanismi di coesione sociale che hanno fatto la differenza fino ad ora". 

Pepato l'intervento di Loris Lombardini (Confesercenti), il quale ha pungolato Pacher sui soldi (milioni di euro) che la Provincia ha destinato ad opere pur meritorie come il Muse (circa 14 milioni in tutto), chiedendosi se non sia il caso di ridurre spese che possono essere considerate superflue per recuperare fondi utili invece a sostenere l'economia reale. 

Si tratta ovviamente di una boccata d'ossigeno utile per proseguire nella tenuta rispetto alla crisi, ma che i denari previsti siano "assolutamente insufficienti" lo ha fatto notare anche Franco Ischia della Cgil del Trentino. E non solo: anche il presidente degli artigiani trentini Roberto De Laurentis ha spiegato come "saranno decisivi i prossimi tre mesi e le imprese sono in difficoltà. Eppure vediamo come la Provincia abbia concesso contributi per 41 milioni di euro più un altro di investimenti ad una impresa come la Marangoni, ma per le piccole e medie imprese, invece, i soldi scarseggiano". Complici anche le banche, che hanno chiuso da tempo i cordoni della borsa: "Purtroppo notiamo che da parte delle banche non c'è nessuna apertura dal punto di vista del credito per le pmi", ha concluso De laurentis. Un ritornello ripetuto anche da Alberto Revolti di Unione Commercio, che ha fatto notare come con 1,2 milioni si coprano al massimo cinque settimane di cassa e mobilità in deroga, ragion per cui "va fatto molto di più".

Ed è facile intuire perché va fatto molto di più: solo lo scorso anno la cifra destinata a questi interventi era di circa 5 milioni di euro (su 9 pari alle richieste presentate) e se, come sembra, le cose peggioreranno nel 2013, le risorse necessarie a fronteggiare cassa e mobilità in deroga dovranno essere almeno uguali, se non maggiori. 

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