I dati

Le imprese trentine tornano a crescere, perché si parla di "significativa inversione di tendenza"

Dopo quattro anni di contrazione torna a crescere il numero delle imprese trentine, a comunicarlo è stata la Camera di Commercio Industria, Artigianato e Agricoltura di Trento, a fine febbraio

Segnali positivi dalle imprese trentine. Secondo quanto emerge dal registro delle imprese della Camera di Commercio di Trento, lo scorso 31 dicembre il sistema imprenditoriale trentino contava 46.886 imprese attive su 51.183 registrate. L’elaborazione, eseguita dall’Ufficio studi e ricerche, ha così confermato una crescita rispetto all’anno precedente, quando le imprese attive erano 46.171 (50.666 le registrate). Per la Camera di commercio trentina si può parlare di “una significativa inversione di tendenza non solo con riferimento al 2020, ma anche a confronto con i dati degli ultimi quattro anni”.

Come la crescita ha interessato i vari settori

Entrando più nel dettaglio dei singoli settori di attività emerge che il comparto con il maggior numero di imprese si conferma essere l’agricoltura e le attività ad essa connesse, che conta 11.839 unità (il 25,3% del totale delle imprese), sostanzialmente in linea con il valore dell’anno precedente. Seguono il commercio con 7.692 unità (16,4% del totale) e un incremento dell’1,3% sulla precedente rilevazione. Le costruzioni, con 6.864 imprese (14,6% del totale) e una crescita del 2,5% sul 2020; i servizi alle imprese che, con 6.737 unità attive (14,4% del totale), segnano uno degli aumenti più significativi, pari al 4,2% sull’anno precedente.

Preferite le imprese individuali

L’analisi delle forme giuridiche mostra che, con 28.162 unità, le imprese individuali continuano a rappresentare l’assetto aziendale più diffuso. Seguono le società di capitale, con 11.645 unità, e le società di persone, con 10.209. Nel corso del 2021, solo le società di capitale e le imprese individuali hanno registrato un aumento pari rispettivamente a +3,2% e +1,2% sull’anno precedente; scendono invece dell’1,6% le società di persone.

Al termine del 2021 le imprese artigiane, iscritte nell’Albo risultavano essere 12.311 con un aumento di 168 unità rispetto al 2020. Anche in questo caso, la Camera di commercio ha evidenziato un’inversione di tendenza rispetto al calo costante riscontrato nell’ultimo decennio. Questo stesso andamento positivo è così ripartito: nelle imprese femminili, che aumentano complessivamente del 2,3% rispetto al 2020, nelle imprese giovanili (+3,3%) e in quelle straniere, che registrano la performance migliore con un incremento del +7,3%.

Start-up innovative: Trentino al secondo posto in tutta Italia

Per quanto riguarda la presenza di start-up innovative sul territorio, la provincia di Trento si attesta al secondo posto della classifica nazionale, staccata di poco dalla Lombardia. Risulta buono per la Camera di commercio anche il confronto con il dato complessivo nazionale. Se, infatti, in Italia si contano 23,3 start-up ogni 10mila imprese, in Trentino questo numero sale a 36,9 per un totale di 189 unità attive, dato pressoché stabile rispetto al 2020 (erano 184).

“Al di là dei dati che parlano da sé e ci fanno sperare in una graduale ripresa delle attività economiche - sottolinea Luca Trentinaglia, Conservatore del Registro delle imprese e Vicesegretario generale della Camera di Commercio di Trento - ci tengo a mettere in luce l’ottica di servizio garantita dal Registro camerale che, in un periodo tanto delicato e critico come quello pandemico, ha operato su due fronti: ponendo attenzione al massimo contenimento dei tempi di risposta, per agevolare lo svolgimento delle procedure e degli adempimenti di legge richiesti al sistema imprenditoriale; garantendo supporto alle Pubbliche amministrazioni nell’individuazione delle attività che, in base alla classificazione Ateco, potevano rimanere aperte nel periodo di lockdown e di quelle che successivamente avrebbero potuto beneficiare dei ‘ristori’. L’elevato livello di digitalizzazione del Registro delle imprese ha assicurato la continuità nell’erogazione dei servizi camerali, consentendo di limitare al minimo gli spostamenti e l’accesso diretto agli uffici”.

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